lunedì 31 luglio 2017

Cara ti amo. E ora?

Correva l'anno 1989.
Le fanciulle della mia generazione, allora nel pieno del loro potenziale di seduzione, sghignazzavano beatamente sulla confusione da loro stesse generata nelle menti maschili, magistralmente descritta dal caro Elio. 
Inutile dire che lo ascoltavamo come un tormentone e lo recitavamo come un mantra.
Taluni esemplari del sesso opposto solevano a loro volta canticchiarla nel pallido e vano tentativo di farci intuire in quale stato fossimo in gradi di ridurli.

Corre l'anno 2017.
Abbiamo appena appreso che, nonostante il mondo navighi verso livelli di sovrappopolazione da incubo, gli uomini occidentali hanno perso (dove e come, non si sa) il 50% della loro capacità riproduttiva. Il che non fa sghignazzare nemmeno un po'....

Siamo noi che abbiamo esagerato nella riscossa, o sono loro che stanno abdicando?
Avere accanto donne più forti e consapevoli (talora pure troppo) può portare a conseguenze di questo tipo?

Aggiungiamoci qualche immagine dalle sfilate uomo della scorsa stagione e di questa:




immagini dal web
Non ho nulla contro questi ragazzi... non ho nulla contro il lavoro degli stilisti, che sicuramente non sono in grado di capire e di apprezzare. e per questo faccio già pubblica ammenda.

In tutta sincerità, voi madri vorreste che il fidanzato delle vostre figlie si presentasse abbigliato in questo modo e con una di queste faccine depresse?

Mi meraviglio che siamo riusciti a salvare ben il 50% della capacità riproduttiva.
Per converso, non mi meraviglio più che riuscire non dico a trovare, ma quanto meno a individuare, un papabile compagno, si possa rivelare una delle più ardue imprese del nuovo millennio.

La società fluida è evidentemente molto fluida e nessuna scelta, di nessun tipo, è mai priva di conseguenze e di prezzi da pagare.

Caro, ti amo.
Mi sento confuso.


Buona estate... finchè almeno quella non sarà confusa.

sabato 8 luglio 2017

Gli angeli di Jack

Sono sempre insieme, uno strano quartetto.
Viola, Michela, Alice. E Giacomo.
Quattordici anni cadauno( forse una ancora tredici), allegri e spensierati, amici e basta... nessun secondo fine da parte di nessuno. Almeno per ora.
Ne manca ancora una, femmina pure lei, arriverà in agosto. Poi saranno al completo. 
La scorsa settimana, un imprevisto: Giacomo si unisce (per ben un intero pomeriggio) ad un gruppo "rivale ": alcuni ragazzi più grandi e tre ragazzine, decisamente non molto ben viste dalle nostre eroine.
Perché sai, mamma, quelle tre sono delle vere (beeeep): l'anno scorso Giacomo non se lo filavano nemmeno, lo consideravano uno sfigato.
Quest'anno invece hanno visto che è cresciuto, e hanno deciso di rubarcelo. Figurati se glielo lasciamo!
Fatto sta che le eroine prendono da parte la pecorella smarrita e gli fanno una lavata di capo che il poveretto deve ancora riprendersi. 
Va da sè che è rapidamente tornato sui suoi passi, il gruppo si è felicemente ricostituito e i timori di perdite sono dissipati.
Perché l'appartenenza al gruppo non è qualcosa su cui si può scherzare, neanche quando il gruppo sono tre sottili fanciulle dai lunghi capelli e il fuggitivo uno stangone dall'aria sorniona.

mercoledì 5 luglio 2017

Ci ho pensato

Un'amica mi ha detto che ultimamente parlare con me la deprime, perché non sono capace di cogliere e di mettere in risalto gli aspetti positivi di una nuova importante esperienza che lei si appresta a vivere.
Va bene... la cosa non fa di me una donna felice ma è giusto che l'abbia detto, e io ne prendo atto.
Quindi ho riflettuto, e ora le elencherò tutti gli aspetti positivi di questa situazione, 
Spero che apprezzerà almeno lo sforzo, se non il risultato (sul quale non garantisco), e questo per almeno due ragioni:
- faccio spesso fatica a vedere gli aspetti positivi della mia vita, di cui ovviamente conosco ogni dettaglio, figuriamoci la fatica che posso fare rispetto a scelte altrui, delle quali sono certa di non conoscere molti aspetti;
- siamo evidentemente persone diverse, forse più di quanto non immaginiamo noi stesse, con esigenze di vita quotidiana differenti e forse aspettative differenti su nostri figli: so di essere molto limitata, ma faccio fatica a cogliere la positività in qualcosa che io probabilmente non chiederei a me stessa e ad altri.

Però ci ho pensato, e questo è quello che vedo, augurandole di cuore ogni possibile felicità.

Starete tutti insieme, e questa è la cosa che vuoi più di ogni altra.
Vedrete posti nuovi e diversi, che male non fa mai.
Imparerai bene una lingua, che male fa ancora meno.
Imparerai a cucinare nuove prelibatezze, che ti toccherà offrire alle tue amiche quando tornerai ogni tanto a casa.
Avrai un giardino ovviamente rigoglioso e molto verde, che ti renderà fiera e felice.
Conoscerai nuove persone, che piano piano (o magari forte forte) non ti faranno rimpiangere quelle vecchie; che tanto, qui, di gente nuova e interessante è drammaticamente difficile che ne arrivi.
Col tempo ti si apriranno nuove prospettive, ne sono certa.
Non soffrirai il caldo, quindi sarai certamente più energica di quanto non mi senta io in questi giorni.
Potrai bere profumate tazze di thè di ogni tipo, e avrai nuove amiche di Tea Time anziché di Coffee time; ma va bene uguale.
Spero che continuerai a vestirti come un'italiana... perché su questo fronte, mi spiace, ma non riesco a vedere nulla di positivo neppure con il massimo sforzo.

Così ho pensato, e questo ho visto; spero che mi siano sfuggite molte altre belle cose.