martedì 23 maggio 2017

Sogni a due piazze

"Trump porge la mano a Melania; la first lady la allontana".

Così il Corriere della Sera a proposito dell'arrivo della coppia a Tel Aviv ieri, ma così in definitiva anche tutti gli altri quotidiani. In modo un po' defilato,  perché ovviamente i fatti di Manchester meritano ben altra attenzione.
Però, ognuno appone il suo ricamino.
Così da qualche parte leggo che lei lo respinge perché (al contrario del presidenziale consorte) conosce l'etichetta e giudica inappropriato procedere mano nella mano.
Non conosco l'etichetta, confesso, ma in fondo ci sta.
Altrove invece leggo ovviamente di dissapori fra i due, evidenziati già in varie occasioni, che nasconderebbero il gran malumore di lei. Melania, fra le varie cose  non avrebbe avuto alcun lontano desiderio di diventare First Lady, tanto che se ne è saggiamente rimasta a New York.
Il sogno era solo suo, di lui, a quanto dicono quelli che sanno tante cose.
Io non ne so nulla, e neppure mi interessa.
Ma penso che, evidentemente ad ogni livello sociale, quello che dovrebbe essere un sogno a due piazze molte volte non è altro che un sogno a una sola piazza, magari - quando va bene- un po' stiracchiato fino a raggiungere quella piazza e mezzo di minimo agio che dovrebbe calzare ad una coppia.
Perché, alla fine, siamo in tante ad aver sposato il sogno del nostro compagno, con la convinzione più o meno forte che saremmo riuscite senz'altro a farlo diventare anche nostro, in nome dell'amore....
va beh. magari a qualcuna è andata o andrà bene.
Io so quel che è stato per me, e mi è sufficiente.
Per quanto un amore sia grande, non sempre arriva a coprire e pervadere il sogno di vita elaborato da uno solo dei due, anche quando questo sogno si fonda sull'intima convinzione che anche l'altra/o non potrà che esserne felice.
Invece no... temo che si possa amare, anche molto, una persona ma non per questo necessariamente riuscire a far proprio il suo sogno di vita o le sue aspirazioni.
Ma questo, purtroppo, non è sempre così chiaro nel momento in cui dovrebbe esserlo: di solito lo diventa diverso tempo dopo.

5 commenti:

  1. Non sempre è facile scegliere, ogni alternativa offre possibilità a costo di un prezzo. A volte, poi, il sogno sembra impossibile fino a quando non diventa vero e a quel punto come può una povera Melania dire al suo Donald "sai cosa c'è? Non ci credevo quindi adesso dì che stavi scherzando e torniamo a casa"?
    Che poi, siamo proprio sicuri che alla povera Melania l'avventura non piaccia? Certo: è una fatica, ma è emozionante e intrigante, una vera "botta di vita".
    Forse, l'unico difetto di tutto questo è la rapidità del cambiamento...
    PS: Sul fatto della mano tendo a credere alla versione del protocollo

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    1. Mah, francamente non credo che Melania sia stata colta di sorpresa. Una campagna elettorale non si fa di nascosto, nè dura due minuti. La signora ha senza dubbio avuto il tempo di pensarci, organizzarsi, pianificare e alla fine decidere quello che era meglio. Meglio per chi, in realtà, può saperlo solo lei.
      Quanto alla fatica, credo che sia per lo più del povero Donald, che lavora (?) giorno e notte in un ambiente nuovo e non proprio amichevole. Lei al limite si sarebbe sforzate di scegliere il restyling della Casa Bianca, non propriamente come andare in miniera.

      Quanto alla mano: sarà questione di protocollo senza dubbio. Ma allora che qualcuno gli spieghi qualcosa per favore, si è ritrovato tale e quale oggi a Roma.

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    2. Il nostro ha senz'altro bisogno di ripetizioni e... di un barbiere, direi!

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  2. Credo che una coppia dovrebbe mantenere il più possibile un'autonomia di interessi e attivtà, se vuole mantenersi sana e vitale.

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    1. credo che tu abbia assolutamente ragione. la simbiosi non è uno stile di vita applicabile agli umani, se non in rari casi.
      buona giornata

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