mercoledì 25 giugno 2014

Ritorno al futuro

Ieri, mentre Elisa si godeva in esclusiva le meritate attenzioni e lodi dei nonni dopo aver finalmente concluso le sue fatiche da esami, Alice ha avuto una di quelle giornate che lei ama più di ogni altra cosa.
Una intera giornata dalle sue amiche F. e V., le famose bambine bionde ex vicine di casa con cui ha diviso interi anni giorno dopo giorno.
Tornare in quella via esercita su di lei un fascino particolare, e non solo perché - abitudinaria come è Alice - anche il fatto di aver traslocato ad un chilometro di distanza ha rappresentato un'avventura, nemmeno troppo gradita.
Quella via e quei giardini sono pieni di ricordi e rappresentano uno stile di vita che a lei particolarmente si addice... ma su questo e su altri pensieri evito di dilungarmi.
Ieri però è accaduto di più.
Complice il caldo afoso, la simpaticissima ragazza che ora abita con la sua famiglia in quella che è stata per anni  la nostra casa ha invitato tutte le bambine a rinfrescarsi nella piscina installata sul grande prato.
Dopo quasi quattro anni Alice ha rimesso piede in "casa sua"...
Per tante ragioni e vicende passate, il rischio emotivo poteva essere notevole, e non finirò mai di ringraziare la mia amica V. e la sua sensibilità per avermi chiesto prima se io fossi d'accordo e per aver tenuto d'occhio la situazione.
Invece, i bambini sono sempre una sorpresa, ed in questo Alice è LA maestra.
Si è goduta il bagno in piscina ed i giochi sul prato, ha saltellato per la via - da un cancello all'altro come ai vecchi tempi -  in costume da bagno e accappatoio (già....), ha chiacchierato amabilmente con la nuova padrona di casa ed ha deciso che poteva persino chiedere di entrare in casa per fare un giro... tanto per vedere cosa fosse cambiato e per rinfrescare i ricordi sbiaditi.
Ne è uscita soddisfatta, sentenziando che la casa le è sembrata piccola....
Ecco, piccola non direi, visto che una delle ragioni che mi hanno spinto a cambiare erano le dimensioni eccessive ...
Ma letto nell'insieme, il dato mi pare interessante.
I fantasmi si cacciano affrontandoli, e lei non solo li ha affrontati (in costume da bagno), ma ci ha giocato e li ha trovati piccoli.
Forse la caccia è finita, o comunque sarà più semplice.

mercoledì 18 giugno 2014

Ho ragione, ma preferirei di no

Normalmente odio avere torto, ma in certi casi è peggio avere ragione.
Perché è proprio così,  i pezzi non tornano quasi mai al loro posto, nemmeno quando - per un pomeriggio che in realtà è un attimo- ti sembra che possa succedere.
Rivedere dopo un anno un'amica partita improvvisamente per un posto lontano, incontrarsi a casa di una terza amica dove noi e le nostre figlie abbiamo passato molti pomeriggi di interi anni... a parlare, giocare, cucinare, ridere e consolarci.
Abitavamo tutte e tre nella stessa via, cancello-a-cancello... cancelli che erano molto più spesso aperti che chiusi, così come le rispettive case.
Io ho traslocato da più di tre anni, per molte ragioni, pur non cambiando città.
S. è tornata improvvisamente in Brasile, suo paese d'origine, ma in un modo che forse non avrebbe mai pensato né voluto; e come lei neppure i suoi figli.
V. è sempre lì, e per fortuna riusciamo ancora a vederci, con il suo sorriso e la sua serenità, le sue bambine bionde e la sua casa sempre invariabilmente aperta.
Come casa mia, ma non è più la stessa cosa.
Ieri siamo rimaste sospese nel tempo e nei ricordi, a bere caffè e ascoltare le risate delle nostre cinque belle ragazze finalmente di nuovo tutte insieme, come è stato per anni, anche loro commosse ed inizialmente un po' esitanti.
Ci rifletto solo ora, ma a nessuna di noi è venuto in mente di parlare del futuro.
Perché i pezzi non tornano mai veramente al loro posto, rimane sempre qualche angolo buio e vuoto.

domenica 15 giugno 2014

La vita è un viaggio... Anzi no, un colabrodo

La bolla di calore da cui siamo appena (temo momentaneamente) usciti mi ha lasciato provatissima.
Insonne, stanca, infastidita, subissata di scadenze lavorative e con pochissimo slancio....
Insomma, un giugno come tutti gli altri.
Anche se non proprio come tutti gli altri.
La vita è un viaggio, per alcuni più breve, per altri più lungo, talora semplice e lineare (raramente) talora complicato e tortuoso.
Non tutti percorriamo le stesse strade, o magari invece sì, capita di essere compagni di viaggio per periodi più o meno lunghi, ma soprattutto più o meno significativi.
Come in ogni viaggio, non tutti abbiamo  la stessa destinazione finale, o comunque ci arriviamo con mezzi e tempi diversi, magari ci si allontana per un po' e poi si ritorna.
Oppure no.
Ecco, sono stanca.
Stanca di perdere continuamente pezzi della mia vita, per le ragioni più svariate, alcune orrende ed altre bellissime.
Stanca, perché anche quando le ragioni (per altri) sono bellissime, (per me) si tratta sempre e solo di perdere pezzi.
Che lasciano dei vuoti e che, alla fine, quasi mai ritornano al loro posto. 

venerdì 13 giugno 2014

Mamma, non mamma....

In questi giorni faccio davvero fatica a scrivere.. E per me non è una bella cosa.
Sono stanca, con i minuti contati fra lavoro e figlie, molto più di quando funziona la scuola che quanto meno dà il conforto di orari e ritmi regolari.
In tutta questa baraonda, comprensiva degli esami di terza media di Elisa iniziati oggi ( causa di patemi miei e umore intrattabile suo), mi trovo a fare alcune riflessioni tra il serio ed il faceto.

Mi sono infilata in un vicolo cieco, ma questo lo sapevo.
E' che controllare le reazioni a catena che si innescano a seguito di un sì o di un no non è sempre facile.
Dunque.. Iniziamo da instagram.
Ho capitolato, ed ora mi ritrovo a fare il segugio per vedere cosa la mia strega decida di postare, chi segua e chi la segua, quanto tempo ci passi.
Morale.. Io ci passo certamente più tempo di lei, e mi viene da chiedermi se non sia Elisa a dover piuttosto controllare questa mamma in fase post adolescenziale.... Ma tant'è,è un giocattolo nuovo e bisogna accordargli tempo.
Il tutto condito da intermezzi della piccola (piccola?) che si innamora all'istante di un maestro si sci altoatesino che ha osato apporre il fatidico cuoricino ad alcune mie foto... Aiuto!
Secondo... Eli ha chiesto ed ottenuto di cambiare il cellulare, in effetti un po' malridotto; come un falco pellegrino si è presentata sua sorella, dichiarando di non essere per nulla schizzinosa e che quel vecchio cellulare per lei va benissimo.
Doppio aiuto! Per lei non era in programma ancora per un po' .... Ma la befana ci sa fare e con la patetica scusa che le elementari sono finite e bisogna pur restare in contatto con le amiche perdute, temo che riuscirà a convincermi.
Purché non si metta a cercare il suddetto maestro di sci per ogni dove...

Sono sempre stata poco convinta del ruolo mamma/amica... Penso che una mamma debba fare la mamma punto e basta, anche a costo di non essere proprio sempre al top della simpatia.
Mi accorgo però che ci sono momenti in cui mi fanno davvero piegare dal ridere... Il che rende molto difficile scegliere se continuare a fare la mamma o lasciarsi un po' andare e condividere alcuni momenti in maggiore scioltezza.
Come sempre, la cosa complicata è trovare il giusto equilibrio per evitare di fare danni.