venerdì 23 maggio 2014

Corta è la memoria




Sul Corriere di qualche giorno fa è comparso questo articolo di Giuseppe Severgnini, che si è premurato di ricordarci cento ragioni per amare l'Italia

http://www.corriere.it/foto-gallery/14_maggio_12/cento-buoni-motivi-amare-l-italia-31bd5426-da18-11e3-8b8a-dcb35a431922.shtml


Siccome Severgnini mi piace, mi sono presa la briga di leggere tutto, anche con un certo gusto, e mi permetto di condividere.
Forse abbiamo anche più di cento motivi per amare l'Italia (e magari pure gli Italiani già che ci siamo), comunque possiamo tranquillamente farci bastare questi.
Ma alla fine, non è un po' triste che qualcuno ce li debba elencare e ricordare?
Perché ne abbiamo bisogno, mentre  ad esempio francesi e statunitensi (due nazionalità a caso, ma che a me sembrano particolarmente rappresentative sotto questo punto di vista) sarebbero in grado di ricordarsene da soli anche ben più di cento?
Non mi ritengo né drammaticamente patriotica né sciaguratamente esterofila... però mi secca da matti vedere che noi siamo ridotti al punto di doverci far ricordare quali siano i nostri pregi mentre altri sono in grado di cantare al mondo i loro senza alcuna fatica.

Rileggendo il post mi rendo conto che è un po' retorico… pazienza, pubblico ugualmente.

venerdì 16 maggio 2014

Mah

A me quella lì non me la racconta giusta (con buona pace della lingua italiana).
Non so perché ma ho idea che sia così.
Quella lì è Elisa, la perfida e astuta tredicenne che condivide l'appartamento con sua sorella e con me.
Come si dice, l'acqua cheta corrode i ponti: che poi il ponte sarei io.
Dunque, fervono i preparativi per gli esami di terza media, non gran cosa in sé ma pur sempre il primo vero appuntamento con una prova scolastica conclusiva.
Lei è davvero brava ed è inutile che dica il contrario, si impegna, è intelligente, determinata e implacabile.
In tutti i colloqui con i professori incasso le lodi della fanciulla, e mi chiedo un po' smarrita da dove diavolo salti fuori.
Lei prende nota di tutto, intasca e tiene da parte... fino a quando presenta il conto.
La prima cosa, la meno traumatica e tutto sommato la più scontata: richiesta di un telefono nuovo (e non proprio uno qualsiasi,  toccherà negoziare pazientemente)  come "premio" per gli esami ancora da sostenere... chi ha tempo non aspetti tempo, meglio portarsi avanti.
In aggiunta, quello che mi ha preso decisamente in contropiede: richiesta pervenuta ieri sera di aprire un profilo Instagram, cosa che la sua migliore amica ha già da tempo.
Ecco, non so cosa dire, a parte tutte le ovvietà materne sui rischi dei social, obbligo di profilo chiuso, divieto di pubblicare sue foto riconoscibili e pretesa di essere inserita fra i suoi amici.
Non ho ancora ufficialmente deciso che risposta dare, ma mi vedo male, soprattutto perché:
1) a parte FB che non sopporto, quanto a social predico bene e razzolo male;
2) la volpe è perfettamente consapevole
dei miei Pinterest e company, e li sbircia regolarmente e dichiaratamente sull'Ipad;
3) ancora più soprattutto, l'icona posizionata di fianco  Pinterest sull'Ipad è quella di Blogger, e da qualche giorno la giovinetta accenna con noncuranza pure all'argomento blog, seppure in generale.
Ora, io non ho mai parlato loro del blog ma non ho mai neppure fatto nulla per nasconderlo... è lì da vedere, per chi è un po' curioso.
Devo supporre un fine tentativo di ricatto??
Cara Eli, se stai leggendo (cosa che non sarebbe grave, anzi forse ne sarei lieta) batti un colpo: ovvero registrati e posta un commento.
Forse sarei persino fiera di vedere che sai farlo, io che alla tua età ero a malapena capace di chiamare le amiche dal telefono di casa.
Baci dalla mamma, che sta ridendo sotto i baffi.

lunedì 5 maggio 2014

"We" come...

... come "week end", ma soprattutto come "noi".
Di ritorno da un piccolo ponte, fra noi tre, gustando questa ultima piccola parentesi prima di uno sprint scolastico finale che si preannuncia impegnativo... e non solo per le figlie, ahimè.
Poco più di due giorni, ma belli: giorni di mare, città, collina,  shopping e arte, relax e chiacchiere, in posti che amo tanto e che desideravo far amare anche a loro.
Posti vicini, nella testa e nel cuore, dove non si fa proprio fatica a sentirsi a casa anche se casa non è.
Posti, purtroppo, sempre troppo lontani.











Questa volta, stranamente, neppure loro avevano tanta voglia di tornare a casa.