lunedì 23 dicembre 2013

Joyeux Noel

a presto....
Auguri di cuore a chi ancora passa di qui nonostante la mia scarsa dedizione di questi ultimi tempi, e  a chi ci capita per puro caso
immagine dal web

Teen

Aspettava questo giorno probabilmente da quando è nata.
Non mi è chiaro per quale ragione ed in cosa pensi che questo le cambi la vita... ma, come ripete instancabilmente da mesi, da oggi è una teenager!!
A giudicare dagli occhi sognanti e dal sorriso da un orecchio all'altro, deve trattarsi di faccenda importante.
Per quanto mi riguarda, ciò ha iniziato a voler dire regalare a lei anziché a me stessa un golf che piaceva ad entrambe, sgrunt.
Ma pazienza, quegli occhi sognanti e quel sorriso non hanno prezzo.
Auguri gioiosa giraffina mia, goditi gli agognati tredici anni.
Sappi comunque che, nonostante la tua veneranda età ormai te lo consenta per regolamento, non avrai diritto ad alcun profilo Facebook ! hihihi

martedì 3 dicembre 2013

Dieci minuti

"Le va di fare un gioco?"
"Quale?"
"Per un mese, a partire da subito, per dieci minuti al giorno, faccia una cosa che non ha mai fatto.
Una qualunque. basta che non l'abbia mai fatta".
"E poi, Dottoressa, alla fine che succede?  Avrò indietro la mia vita?"
"Ne riparliamo fra un mese, Chiara. Intanto giochi, s'impegni e non bari, mi raccomando".

Così la quarta di copertina di " Per dieci minuti", l'ultimo libro di Chiara Gamberale.

Dieci minuti per cambiare la propria vita o per avere indietro quella vecchia? E, se quella vecchia, quale delle tante? Perché non è che le rivorrei indietro proprio tutte...., anzi.
E non è mica poco trovare ogni giorno qualcosa di nuovo da poter fare in dieci minuti.
Tanto mi conosco, sono incostante; dopo tre giorni smetterei.
Ma lo spunto mi piace, fossero anche solo dieci minuti per "pensare" a qualcosa di nuovo.
(Ri)partire da un libro può sembrare ridicolo, ma da qualche parte si deve pur (ri)cominciare.

giovedì 31 ottobre 2013

Allouin de noantri

Splende il sole, cantano gli uccellini, sul balcone saltella un grillo (cavalletta?) di circa 8 cm e il bucato asciuga alla velocità di maggio/giugno.
Però, innegabilmente, è Allouin e lo si desume da quanto segue.
Ho appena accompagnato Alice da un'amichetta, con una borsa al seguito contenente l'occorrente per trasformarsi in "sposa cadavere"; il tutto comprende camicia da notte della nonna, fiori finti rubati dal centrotavola per confezionare un bouquet stile wedding planners, un velo di tulle che fa un baffo a Kate Middleton e ombretto grigio per marcare le occhiaia. Mah....
A casa mia invece si sono accampate due truci adolescenti amiche di Elisa, con inquietanti maschere da morte/ pirata scarnificato/ diavolo, mantelli neri e ragnatele appese ovunque in camera di mia figlia, dove stanotte dormiranno in tre su materassi da campeggio.
L'organizzazione è stata complessa, non tanto per preparativi (hanno fatto tutto loro) ma perché ho dovuto assolutamente sbolognare fuori casa la piccola per consentire a Eli di festeggiare con le sue amiche come desidera e in santa pace. 
Amiche delle quali una è assolutamente inseparabile e della quale è gelosissima; basti pensare che, siccome capita che la ragazzina sia anche cugina delle mie figlie, seppur di novantesimo grado, quando era piccola Eli diceva a sua sorella: solo io sono cugina di V, al massimo tu puoi essere cugina di suo fratello se ne hai voglia.
Prevedo un momentaccio quando stasera rientrerà alice e vorrà imbucarsi alla festa delle grandi....
Intanto, il sole va avanti a splendere ed il bucato ad asciugare; è già qualcosa. 

giovedì 24 ottobre 2013

Orario e antiorario

Ci sono giorni in cui ti sembra che il mondo giri al contrario e che tutto e tutti vadano nelle direzione opposta alla tua.
In quei giorni ti senti immersa in una nube grigia, che ti fa scivolare via silenziosa ed invisibile a tutti tranne, purtroppo, a te stessa.
In quei giorni il senso di schiacciamento è talmente forte che ti  impedisce quasi di respirare, ti toglie la lucidità per pensare e spegne ogni luce.
Quelli sono i giorni in cui in realtà sei tu a girare al contrario, e non il mondo, che invece continua imperterrito il suo cammino.
A questo ci si può anche rassegnare, magari perfino farsene una ragione.
Quello che invece fa male veramente è che chi dovrebbe conoscerti per come sei, per come sei sempre stata e non hai mai smesso di essere non ti conceda una pausa di debolezza e sconforto, ti dica che tanto nessuno è felice della sua vita e che non puoi permetterti momenti come questo, perché hai altro da fare.....dando per scontato che, siccome sei sempre andata avanti facendo finta di niente nonostante tutto, così continuerai.
Lo so che ho altro da fare, l'ho sempre avuto e non l'ho mai dimenticato.
Forse ho sbagliato proprio in questo.

martedì 22 ottobre 2013

La vita è un kaiten sushi


Immagine piuttosto orrenda, ne convengo.
Ma questo pensavo oggi, intanto che attendevo con pazienza vagamente orientale di entrre ad un'udienza prevista per le 13 poi effettivamente tenutasi (bontà loro) alle 15... e la fame è una gran brutta cosa.
E' un po' come la vecchia storia della scatola di cioccolatini di Forrest Gump, ma forse ancora più inquietante.
Fatto sta che spesso ho la sensazione di non vivere veramente la mia vita "dal di dentro" (chiedo venia per l'italiano), ma di assistere semplicemente ad un rapido e magari ciclico passaggio di persone ed avvenimenti.
E' vero che la scelta del piattino (alias avvenimento alias persona) molto spesso dipende da noi, ma talora questa scelta viene effettuata sull'onda di un impulso da esaudire con eccessiva rapidità, o - al contrario - viene inficiata da eccessi di prudenza ed indecisione, che ci inducono a lasciar passare e ripassare il piattino più volte prima di avere il coraggio di prelevarlo.
Salvo poi scoprire, al momento buono, che altre persone più veloci, coraggiose o semplicemente più affamate di noi lo hanno già preso, gustato ed esaurito.
Il kaiten sushi è in realtà un'arma a doppio taglio: per chi, come me, non è ingordo ma ama lasciarsi tentare da piccole cose sempre diverse può sembrare la soluzione ideale. 
Allo stesso tempo per chi,sempre come me, è costantemente tormentato da dubbi, incertezze e totale sfiducia nelle proprie capacità di scelta, il rischio è che il mucchietto di piattini collezionati sia decisamente deludente.
Devo solo sperare che quantità e qualità non vadano necessariamente di pari passo, ma non ne ho avuto grande prova sino ad oggi.

Non so se sono riuscita a rendere l'idea che volevo esprimere.... Sono decisamente stanca e ho le idee un po' confuse.


venerdì 18 ottobre 2013

Sbirciando qua e là

Non dovrei, e questo lo so.
Ma l'utilizzo di whattsapp mi consente, in barba al Garante per la Privacy, di vedere se Elisa  chiacchiera con le amiche fino ad orari indecenti ( pare di no) e di sbirciare il suo "stato".
Già ero rimasta sorpresa qualche giorno fa in merito alla considerazione per cui apprezzerebbe che la vita fosse corredata di istruzioni. 
Stasera invece leggo (essendo io una recidiva medio-grave): "Talvolta è più offensivo essere apprezzati per i motivi sbagliati che essere disprezzati per quelli giusti".
Ecco... Non sono in grado di giurare se sia farina del suo sacco o abbia più probabilmente tratto ispirazione altrove, però mi ha colpito. 
Se anche non fosse un suo pensiero, credo che abbia comunque colto un aspetto profondamente vero. 
E a questo punto mi chiedo anche se sia successo qualcosa e che cosa... Ma questo è un altro problema.  

Aggiornamento: l'ispirazione per la frase viene da "Qualcuno con cui correre" di David Grossman, che ha appena finito di leggere. 

lunedì 14 ottobre 2013

Di figli e varie alchimie

Lei è suo padre fuori e sua madre dentro.
La guardo e rivedo me, allora e oggi, ansiosa di fare, smaniosa di vivere e con la sensazione (già a 12 anni...) che il tempo per fare  tutto quello che le frulla in testa non sarà mai abbastanza.
Ha sogni e progetti da vendere, e sono certa che molti restano gelosamente custoditi nel suo intimo; ancora non contempla, per fortuna, la possibilità che la vita abbia per lei programmi diversi.
Questa vita, lei che non ama sbagli ne' equivoci,  vorrebbe che fosse corredata da istruzioni per l'uso; e invece le toccherà scrivere le sue personalissime istruzioni riga per riga, come a tutti.
Passa inosservata agli occhi di molti, e forse un po' inizia a soffrirne, ma il mondo che ha dentro di sé l'aiuterà in molte occasioni a non sentirsi sola.
L'altra è sua madre fuori-ricci a parte-e suo padre dentro.
Attraverso di lei immagino come poteva  essere lui da bambino.
Ha una sensibilità ed un'emotività a me francamente sconosciute, che mi sembrano talora così "tante" da non riuscire a comprenderle ed apprezzarle appieno. 
Per me rappresenta ancora un enigma, una costellazione di sorprese e di punti interrogativi; per una madre insicura come me è una sfida quotidiana, talora anche una fatica enorme ed una continua paura di sbagliare.
Sono certa che attraverso di lei la vita stia cercando di insegnarmi qualcosa che non riesco ad imparare.
Ha costantemente bisogno di sentirsi in un nido.. spero per lei che non debba essere necessariamente questo, ma se così sarà e se lei ne sarà realmente felice so arriverò a farmene una ragione.
La natura riesce davvero a mescolare gli ingredienti a disposizione fino a trovare ogni volta un equilibrio unico e diverso, suscitando meraviglia, orgoglio e frequente disorientamento in chi ha fornito gli ingredienti.

venerdì 11 ottobre 2013

La metà di niente

Era da tanto  che non mi capitava, e finalmente è successo di nuovo.
Questo libro mi ha catturato e non avrò pace finchè non l'avrò finito.
E nel frattempo mi ritrovo a riflettere ancora su tante cose, che speravo francamente di aver superato.
Nessuno dovrebbe sentirsi la metà di niente, perché non siamo la metà di nessuno.
Io non ho bisogno di un'altra persona per sentirmi "intera"... ma ho avuto modo di capire in più di una occasione che quando si è soli si è talora percepiti un po' come un tavolo a tre gambe, e questo equivale in qualche misura a doversi sentire la metà di niente.
Non mi piace questa sensazione, e non arriverò mai a farci l'abitudine.

sabato 5 ottobre 2013

Baby Boom

No, non nel senso di baby ( grazie, anche no)... Nel senso di composta di mele.
immagine dal web

Ieri confesso di essermi sentita un po' Diane Keaton (magari...): annoiata nel piccolo borgo, in balía delle prime brume autunnali e sommersa di mele causa incauto acquisto ( mi ero dimenticata di averne già in abbondanza, sigh) mi sono messa a preparare i miei bravi barattoli.
Dopo aver un po' girovagato nel web in cerca di una ricetta, alla fine ho scelto questa: realizzazione molto semplice e piuttosto veloce, di grande soddisfazione -la casa si è riempita di un profumo squisito e molto autunnale- e decisamente gradita oggi a colazione su pane tostato!
La ricerca mi ha inoltre permesso di scoprire il blog di Sara, che mi sembra molto carino e promettente in quanto a spunti.
Buon weekend, cari golosi!



mercoledì 2 ottobre 2013

Charming fall

immagine dal web
Eccolo, Sua Maestà l'Autunno è finalmente in arrivo.
A casa mia vuol dire riprendere a cucinare come Dio comanda, con voglia e gusto, fare piccoli tentativi con conserve in cui ho già fallito in passato (i miei citrons confits dello scorso anno erano salati da far piangere),  vuol dire rientrare appieno in una routine non propriamente appagante ma rassicurante.
Vuol dire ritrovare il piacere di passare qualche pomeriggio in casa (miraggio....) a raccontarci le nostre giornate ed i nostri sogni, progetti possibili ed improbabili.
Elisa, a cui con la crescita il nostro microcosmo di città di provincia inizia finalmente a stare stretto, sta cercando di convincermi a trasferirci a Boston.... beati 12 anni; sua sorella - tanto per non essere d'accordo neppure una volta per sbaglio - spinge su Amsterdam, per ritrovare il suo perduto amore di inizio settembre (NB: Alice 10 anni, il perduto amore incrociato per sbaglio durante una colazione al caffè di quartiere circa 30.... va bene le nuove generazioni ma forse così è troppo, sigh. SECONDO NB: Alice bara spudoratamente, non si trasferirebbe da qui per nulla e per nessuno, ma l'importante è innervosire la sorella).
Quindi fra battibecchi tra aspiranti expat, esperimenti culinari, prime torte nel forno e faticosi tentativi di dimenticare le ore trascorse al lavoro, il nostro autunno è iniziato.
Ho tanti pensieri su questo nuovo anno, e tanti desideri. Probabilmente troppi.
 

sabato 28 settembre 2013

Wish list

Ci provo, come faccio ogni santa volta che l'autunno si affaccia da queste parti ed io mi sento di poter almeno provare a scrollare di dosso il torpore e l'inedia che il caldo afoso dell'estate mi creano.
Mi sembra che l'aria frizzantina di settembre possa servire a farmi risorgere dalle mie ceneri....  ripeto, sembra.
Quindi, come ogni anno, proclamo solennemente a me stessa che non sono solo un'emanazione delle mie figlie, dell'ufficio o del tribunale (il cielo me ne scampi, soprattutto da quest'ultimo).
Per dare maggiore solennità al proclama, e forse anche un po' per cercare di convincere me stessa di essere una forma di vita in piena regola, stilo pubblicamente una lista delle cose che mi piacerebbe fare PER ME, per il mio diletto e la mia salute mentale nei prossimi  mesi.
Ho già idea che finirà per buona parte nel nulla... Causa appunto figlie, ufficio, corsi obbligatori di aggiornamento, malattie improvvise nei momenti meno opportuni, sport, catechismi, feste di compleanno, riunioni a scuola, richieste di attenzione più o meno esplicite da parte di altri membri della famiglia o aspiranti tali, perdita di conoscenza della sottoscritta.
Comunque, la lista dei desideri sarebbe questa:
  • un corso di tedesco, lingua che sogno di imparare da quando ero ragazzina e che non ho mai avuto il tempo/energia/concentrazione per affrontare: temo che anche stavolta abbandonerò o al massimo riproverò negli intervalli di tempo con Livemocha, in quanto il corso "live" che ho trovato si tiene la sera dopo cena; e  di solito a quell'ora sono già semisvenuta
  • imparare finalmente ad usare la reflex che mi sono regalata qualche mese fa, in un momento in cui - sull'onda dell'entusiasmo per il mondo della fotografia- ho evidentemente sovrastimato le mie capacità
  • andare qualche volta al cinema a vedere film che non siano necessariamente vietati agli over 12
  • riuscire a frequentare almeno un paio dei meravigliosi cooking lab di California Bakery: almeno questo non dovrebbe essere tanto difficile, no?
Vedremo.
Per il momento, buon week end a tutti e che il relax sia con noi!

mercoledì 25 settembre 2013

A te

A te che sei entrato nella mia via per puro caso, con delicatezza e discrezione, in punta di piedi e sottovoce per non spaventarmi.
A te che fai due passi avanti ed uno indietro, ma alla fine sei sempre  lì e sai con incrollabile fiducia dove vuoi arrivare, vita permettendo.
A te che non chiedi mai più di quello che posso darti, ma che mi hai dato più di quello che avrei osato sperare, solido e positivo anche in  momenti così tremendamente pesanti.
A te che nei pochi momenti di comprensibile sconforto basta prendere la mia mano per ritrovare un sorriso... e non so proprio come possa bastarti.
A te che, come me, sei pieno di evidenti difetti e nascondi accuratamente i tuoi pregi.
A te che "la vie est  belle", nonostante tutto e grazie a tutto, e quando lo dici mi arrabbio un po' ma so che hai ragione.
A te che non penso leggerai mai queste righe, ma non ha proprio importanza.
A te, che sarà meglio che pubblichi subito questo post prima che mi prenda paura e lo cancelli.

Tanti auguri a te.

giovedì 29 agosto 2013

Appunti d'estate, in ordine molto sparso

Di ritorno... Con poche motivazioni e molti pensieri, dopo un'estate intensa, poco riposante, per certi versi anche non facile, ma certamente non priva di momenti emozionanti e sorprendentemente piacevoli.
È stato un mese di incontri nuovi, in cui ho provato la gioia di essere accolta come mai avrei creduto da persone mai conosciute prima.
È stato un mese in cui ho rivisto inaspettatamente persone ormai sepolte nella mia memoria, con le quali ho scoperto di avere molte più cose da dire ora rispetto a venti anni fa.
Ho avuto modo di pensare molto al mio passato, al presente e ad un futuro che tuttora non intravedo, che forse solo io mi ostino a ritenere possibile anche se non so come.
Ho capito che forse sarò sempre più madre che compagna, con tutte le complicazioni e le limitazioni che questo comporterà.
Sono stata una mamma pensierosa, a tratti nervosa e poco paziente; mi sono sentita dire da Alice che le piacerebbe avere una mamma come le sue amiche M. ed E., che non grida mai ed e' sempre tranquilla anche se ha quattro bambini. 
Me ne vergogno sinceramente... Ma ormai è fatta, e la pazienza purtroppo non è una delle mie virtù più splendenti.
Non so come sarà questo nuovo anno, ma temo che richiederà tanta forza, amore ed equilibrio.

lunedì 29 luglio 2013

Come in un quadro

Rene Magritte
http://pommesucre.blogspot.ca/2011/02/rene-magritte.html 
Mi piace Magritte... è intrigante e misterioso, ti fa venir voglia di osservare i suoi quadri più a lungo, giusto per cercare di scoprire se ti è sfuggito qualcosa, se c'è altro che voleva dire e ancora non hai colto.

Anche questo quadro mi piace, e mi piacerebbe che la vita in questo momento gli assomigliasse un po': cielo azzurro e mare calmo, una porta semiaperta sul mondo e sul futuro, una piccola nube, ma piccola e soprattutto bianca... che lasci cadere qualche bella notizia insieme ad una lieve, breve e rinfrescante pioggia.

Vorrei che questo accadesse, a molti ovviamente, ma in particolare a me ed a qualche amica che so che lo desidera.
Vi auguro una buona estate, azzurra e fresca, riposante e serena.. magari anche con qualche piccola nube bianca, a patto che sia lì solo per lasciar cadere belle notizie.

giovedì 18 luglio 2013

Un vero flash....

Conosco C. da un mare di anni... è il marito di un'amica che conosco da ancora più anni ma che alla fine frequento solo al mare.
Ogni anno, quando lo rivedo ad inizio estate, mi scervello a pensare a chi somigli... perché ho sempre trovato che abbia una somiglianza schiacciante con qualcuno, ma senza mai arrivare al dunque.
Poi oggi pomeriggio, non so neppure io perchè, ho avuto di colpo la rivelazione: è il sosia "pulito" (in tutti i sensi, per sua fortuna) di Mick Jagger!
Ma ve lo immaginate un bancario sosia di un Rolling Stone, solo con i capelli freschi di barbiere e il completo di ordinanza? 
Tanto per restare in tema, vi lascio con questa... timbro di voce da brivido- almeno per me- e il brano è uno dei miei chiodi musicali.
Anche il manteau non è da poco....

Buon week end a tutti,  domani raggiungo per un paio di giorni le mie tatine.

mercoledì 10 luglio 2013

Sogno di una notte di mezza estate




(Foto da Pinterest)

Sogno una casa in campagna, non troppo grande, nulla di lussuoso... accogliente e amica, magari in pietra con infissi e persiane verde chiaro o azzurri.
Sogno un giardino fresco e semplice da tenere, possibilmente senza zanzare e quindi lontano da qui, con uno spazio per mangiare insieme ad una grande famiglia o un affiatato gruppo di amici vecchi e nuovi.
Sogno fine settimana passati lì, anche a fare nulla se non smaltire insieme  una settimana di lavoro in una città stancante e frenetica ma densa di stimoli, avvenimenti e incontri (anzichè passare una settimana in palude per poi cercare frenesia, stimoli, avvenimenti ed incontri nel week end e tornare alla base più stanchi di prima.... Non si può vivere sempre al contrario).
Sogno di avere energia ed entusiasmo per pensare ad una possibilità di vita diversa, non necessariamente una fiaba ma neppure grigia ed indifferente.
Sognavo.
Ora però mi alzo, faccio la doccia e parto per l'ufficio, che è tardi.


martedì 9 luglio 2013

Ricadute

Io lo so che ho la memoria corta,  ve l'avevo detto  ...
Non è servito neppure tenere il biglietto di Alice nel portafoglio e riguardarlo di tanto in tanto...
Tu ci sei sempre, mi scrive lei; spero che sia vero e che questo non le manchi mai.
Ma per me chi c'è?
So che ognuno ha da dipanare le sue matasse e che ci sono matasse infinitamente più ingarbugliate della mia.
Ma è la mia energia quella che sta svanendo, è di questa che mi devo occupare, è questa che non riesco a rimettere insieme neppure con sforzi enormi.
Gli ultimi slanci di ottimismo e positività in cui mi sono stranamente prodotta non hanno dato alcun risultato se non tonfi pesanti, moralmente e fisicamente, che fanno perdere la voglia di averne altri e portano ancora una volta a  chiudersi dietro mura di indifferenza.
Andiamo avanti lo stesso, perché altro non si può e non so fare.

domenica 7 luglio 2013

E chi li tiene?

Il Boss balla con la madre - Video - Corriere TV

Vero... Ormai sono passati alcuni giorni, non è la novità dell'ultimo minuto.
Ma lui è una mia sfrenata passione e il siparietto mi fa impazzire e commuovere insieme.
Poi penso a mia mamma e a me: lei non avrebbe nessun problema a fare altrettanto, io preferisco non esprimermi, sigh.



sabato 6 luglio 2013

Stessa spiaggia stesso mare

Siamo qui, ancora.
È la mia trentunesima estate a Sestri...mi sembra incredibile.
Ma siamo sempre tutti qui, con genitori, nonni e figli. 
Eravamo numerosi e rumorosi, felici e casinari come tutte le compagnie di adolescenti prima e ragazzi poi.
Alcuni di noi non ci sono già più, per quanto sembri incredibile, ma ne parliamo come se ci fossero ancora. 
Molte coppie si sono formate, tante sono scoppiate ed alcune hanno retto.
I nostri figli iniziano ad avere l'età per formare a loro volta un piccolo gruppo e vedo che questo avviene senza difficoltà, nonostante passi ogni volta praticamente un anno senza che si incontrino.
È il bello di tornare qui ogni anno, anche solo per qualche fine settimana o una decina di giorni, come nei migliori (o peggiori...) film sugli anni '60 che per noi erano gli '80 e '90.
Le ragazze hanno iniziato le loro vacanze, il terrazzo è pervaso da un incredibile profumo di gelsomino; per me inizia il solito strano e complicato mese di luglio.

martedì 2 luglio 2013

Ancora una volta...



E' davvero ancora possibile che a due ragazzine venga negato anche il diritto di gioire in modo semplice ed innocente?
Tutto questo mi spaventa a morte...

Detto ciò, mi piacerebbe che andaste a dare un'occhiata al post di Mary Kay (oltre che in generale al suo bellissimo blog)....
Sono mamma orgogliosa di due bambine, ovviamente avrei amato nello stesso modo uno o più figli maschi... ma sono sicura che sia nelle bambine che risiede la speranza di un mondo più sereno e consapevole.

venerdì 28 giugno 2013

Forse non sono adatta

Va bene... sono cronicamente ansiosa, patologicamente preoccupata per qualunque cosa, facilmente incline allo sconforto, soprattutto in periodi di sovraffollamento di pensieri e stress.
Però.. a detta di tanti, sarei (non oso dire sono) una persona forte, razionale e reattiva; il che dovrebbe compensare i sopradetti macroscopici difetti.
Perché allora ho la sensazione di non farcela? perché il terribile dubbio di essermi imbarcata in qualcosa di più grande di me?
Amare una persona da lontano, essere presenti pur essendo assenti, non è semplice ... soprattutto quando la situazione è complicata da ulteriori fattori che da tempo si sommano alla lontananza, che sembrano sempre sul punto di risolversi e invece non si risolvono mai.
Aiutare da lontano che ha un periodo di difficoltà è terribile... almeno per me, che detesto non avere l'esatta percezione delle cose e degli stati d'animo e mi sento inutile ed impotente.
Forse non sono adatta; ma forse, cosa che mi fa ancora più paura, non sono adatta per amare... forse non sono abbastanza forte ed equilibrata.

lunedì 10 giugno 2013

In sospeso

Questa stagione incerta, davvero troppo lunga... la fine della scuola, e con essa la fine di tutti i ritmi, certo serrati e stremanti, ma fissi, scanditi e tutto sommato regolari.... la fine, di conseguenza, dell'amato caffè con le mamme prima del lavoro, che aiuta davvero tanto a sentirsi parte di qualcosa e a cominciare più serenamente la giornata.... l'assenza come al solito di precisi programmi per l'estate, solo qualche idea, che sembra però ancora tanto lontana....
Mi sento in sospeso, come ogni volta che finisce una fase ed i ritmi di vita devono adattarsi a quella nuova; è così ogni anno.
Quest'anno mi pesa però tanto.. non ho fatto in tempo ad accorgermi di essere già arrivata a questo momento, non ho sentito arrivare l'estate e tutto mi ha colto di sorpresa e stanca come al solito.
Mi rendo sempre più conto che i piccoli ritmi quotidiani aiutano a creare un  minimo senso di appartenenza e che, nel preciso momento in cui tutto questo viene a mancare, mi sento persa nel vuoto.
Il lavoro, evidentemente, è un legame necessario ma non sufficiente... ho bisogno di ben altro collante.
Ho voglia di pace e cieli azzurri, di aria e di profumo... ho voglia di Mulino Bianco, insomma, come una vera ochetta; se qualcuno - già che c'è- ci infila anche Banderas, non mi dispiace.

Per la cronaca: l'avus technologicus si sta addomesticando, ed ha preso a fare qualche telefonata con il cellulare... mi sento ancora più disorientata.

domenica 26 maggio 2013

Avus technologicus




Il nonno GiPi non è mai stato un mostro di modernità, anzi... per dirla tutta, è veramente negato.
A lui il concetto di evoluzione fa un baffo e ripete impassibile che "se fino a poco fa il genere umano ne ha fatto a meno, vuol dire che si può vivere anche senza"; ricordagli che anche il fuoco e la ruota sono arrivati ad un certo punto sembra non avere alcuna utilità .
Dopo essere andato in crisi per il passaggio da videocassette a DVD, l'ultima  delle sue crociate e' ovviamente contro il cellulare, che proprio non gli va giù... Tanto che se , per puro caso, la nonna lascia il proprio acceso, lui corre a spegnerlo.
Arrivato ad 82 anni suonati, per quanto in gamba, lo abbiamo stressato per convincerlo a portarsi  dietro un telefono quando esce da solo.... Giusto casomai.
L'unica voce che ha ascoltato in merito è stata quella di Elisa che gli ha proposto di cedergli il suo vecchio telefono... Di fronte alla prospettiva di utilizzare un oggetto appartenuto alla nipote, ogni resistenza è crollata.
Così, stamattina, entrambe le nipoti si sono prodotte in un corso rapido per il nonno, con tanto di appunti e schemi esplicativi, neppure dovesse imparare a programmare per la NASA.
 Ha giurato di aver capito.... Ma due ore dopo è caduto nel trabocchetto della telefonata a sorpresa, a cui non ha saputo rispondere.
Mi sto chiedendo se sia davvero stata una buona idea, o se le sue - certe- mancate risposte non ci daranno più preoccupazioni di una passeggiata senza telefono... 

venerdì 24 maggio 2013

Credo sia un virus

e anche uno di quelli perniciosi...
I sintomi più comuni sono questi: sguardo assente, udito indebolito, prontezza di riflessi pressoché azzerata, tentativo di simbiosi con smartphone, tablet e ogni i-aggeggio che capiti a tiro.
Talora si percepisce qualche segno (o qualche tentativo) di resurrezione, in particolare quando si tratta di contestare o dare risposte un po' indisponenti a madre e sorella (l'ordine assolutamente è casuale), ma si tratta in genere di falsi allarmi.
Altro sintomo inequivocabile è il rifiuto di vestirsi in modo adeguato alla temperatura esterna: i 10 gradi scarsi di oggi (ma anche quelli dei giorni scorsi) non sono ritenuti motivo sufficiente per infilarsi un capo in più e scongiurare malanni finora evitati.
Frutta e verdura, mangiate sino a non molto tempo fa senza alcuna fatica o disgusto o rimostranza, diventano inaccettabili stravaganze materne; meglio optare per pane e nutella forever o popcorn, entrambi noti per essere validi sostituti dei predetti vegetali e delle loro vitamine.
 
La sorella scuote la testa, e la apostrofa con un "adolescenti..." pronunciato con lo stesso sconforto con cui dice "maschi...".
Non sa la poverina che, mentre le sue probabilità di diventare maschio sono abbastanza insignificanti, quelle di contrarre il virus e trasformarsi a sua volta in adolescente stanno crescendo di giorno in giorno a ritmo vertiginoso.
Io invece lo so, e mi figuro il clima che si respirerà in casa da qui ad un paio di anni, se la specie non si estingue prima, quando una dodicenne ed una quattordicenne in piene crisi di identità e tempeste ormonali si impossesseranno delle mie giornate.
Cercasi impiego a tempo più che pieno.

venerdì 17 maggio 2013

Di casette e ciliegi

Girovagando sul web tra sogni e bisogni ho scovato questo blog...
Sabrina e Marco hanno creato uno spazio fresco e ricco di spunti deliziosi.
A me è piaciuto molto, quindi ho pensato di condividerlo per augurarvi buon fine settimana.

giovedì 16 maggio 2013

Cogito, ergo... boh

Mi piace pensare, forse anche troppo.
Ci sono giorni in cui mi tormento di pensieri senza giungere, il più delle volte, ad alcuna conclusione soddisfacente. 
Penso a me, a cosa ho fatto ( o magari non ho fatto) finora, a cosa potrò fare in futuro... soprattutto a cosa potranno fare le mie figlie e cosa potrà essere meglio per loro.
Ma poi... meglio in base a quale punto di vista?
Stamattina, nella quotidiana scorribanda blog per cercare di iniziare la giornata in modo meno deprimente, ho letto il post di Chiara e di colpo mi sono sentita "vecchia"....
Mi sono resa conto di quante esperienze non ho fatto, di come avrebbero potuto cambiare o quanto meno arricchire la mia vita e di come sia sconfortante rendersene conto a 45 anni: un'età che anagraficamente è ormai da "ragazzine" ma che professionalmente pesa come un macigno, in cui ti sembra di essere ormai incasellata in una posizione ed in un percorso destinati a non cambiare più e in cui trovi a decidere non solo per te ma anche per la tua famiglia.
E questo rende tutto ancora più complicato, almeno per me che non sono un fulmine di intraprendenza e di coraggio.
Forse non riuscirò a fare più niente per me, ma prego di non essere mai una mamma che impedisca alle sue figlie di provare a sganciarsi da questa palude... è questo che ora mi fa davvero paura.
 
Qualche volta, anche se mi piace, vorrei smettere di pensare... mi sembra di non poter smettere neppure di notte; mi sveglio di colpo, senza una ragione, e i miei pensieri sono già li, accanto a me sul mio cuscino e mi guardano dritta negli occhi.

giovedì 9 maggio 2013

Ogni tanto mi ricordo perchè

Mi capita spesso, ma ovviamente non solo a me, di chiedermi chi me lo abbia fatto fare.
Chi me lo abbia fatto fare di lasciare una vita che mi piaceva, fatta di fatica senza dubbio ma anche di buone soddisfazioni personali a livello professionale; una vita in cui è vero che lavoravo mille ore al giorno ma tanto solo quello dovevo fare, e alla fine riuscivo anche a raccogliere un po' di residue forze per uscire di sera, magari non combinata come una profuga disperata ma discretamente agghindata.
Da anni invece condivido il destino di tutte le "elastimamme" del mondo, con qualche ulteriore imprevisto inciampo nel frattempo intervenuto, per cui la sera capita sempre più spesso che sarei io quella che ha bisogno di essere messa a nanna.
Ieri era una di queste sere, dopo una giornata passata fra: tribunale, ufficio, commissioni varie per la prossima Comunione di Alice, incursione all'Ikea nel giro di un'ora, recupero figlie, pomeriggio a casa diviso tra lavoro che ti segue anche lì , sistemazione spesa (sia benedetto di tanto in tanto il pomodoro da cliccare!), tinteggiatura tavolino da balcone appena acquistato, revisione compiti, varie ed eventuali.
Dopo cena ero stramazzata sul divano completamente disfatta, accanto ad una Alice a sua volta stanca per la lunga giornata e un po' di cattivo umore. Poi lei, con la sua solita aria di chi la sa lunga, ha estratto una scatolina di cartone, con il lavoretto fatto a scuola per la festa della mamma e mi ha detto "dai, aprilo adesso per favore... però leggi prima il bigliettino".
Il bigliettino recava su una facciata una piccola poesia sulle mamme nel mondo, e sulla facciata accanto un pensierino scritto da bambino alla propria mamma.
 
 "Cara mamma, quando ho bisogno ci sei sempre! Ti voglio bene, Alice"

Ho la memoria corta, e siccome non voglio più ricordarmi solo ogni tanto del perché, ho messo il bigliettino nel portafoglio e da lì non uscirà più.

domenica 5 maggio 2013

La matematica e' un'opinione, anzi... Ancora meno

Ho sempre sostenuto che si tratti di una disciplina poco affidabile per non dire inutile... Con buona pace dei suoi pervicaci sostenitori.
In realtà è tutto un imbroglio.
Tanto per cominciare, e proprio volendo cominciare dall'inizio, 1+1 non fa 2... Ma nemmeno se ci provate tutta la vita.
Chi si è inventato 'sta storiella non aveva evidentemente mai avuto un casa 1+1 adolescenti... Che non è come averne due.
Soprattutto considerando che le suddette ragazzine, prese singolarmente , vengono ritenute fra le più moderate della comitiva.
Invece, in combinazione fra loro, riescono a diventare incredibilmente oche e odiosette, passatemi i termini per favore.
Bilancio del pomeriggio: un bagno devastato a forza di spruzzare deodoranti e profumi, solvente per lo smalto terminato ( ed un paio di smalti terminati a loro volta), mezzi sguardi, risatine e discorsi troncati al mio apparire, incursioni non autorizzate nella camera della sorella assente, con spostamenti di giochi, disordine di libri e suppellettili e conseguente malumore della sorella in questione.
So che sto invecchiando... Che il mio umore in questi giorni non è alle stelle e che quindi sopporto male anche le scemenze.
Però io non mi ricordo di essere stata così, non mi sarei permessa.
Inutile dire che seguirà reprimenda, che non voglio fare in presenza dell'amica.. Però sono un po' delusa.
Domani magari passerà.

mercoledì 1 maggio 2013

'O miracolo....




Il mio ibisco... That's incredible!!
Ilaria... Che ne dici? :-))
Buon mese di maggio, che sia finalmente pieno di colori e luce!

martedì 23 aprile 2013

Cara Eli

Cara Eli
... o Mavis, o Mercoledì Addams, o Kika, o Titti... a seconda di come ci gira di chiamarti seguendo le nostre lune,
Certe volte è difficile guardarti e non farsi venire pensieri pensosi.
Non hai proprio voglia di dirmi chi sei davvero?
Non mi dai neppure un indizio?
Tu che mi chiedi di usare whatsapp e di avere una tua pagina Pinterest piena di musica, nail art e "keep calm" (però mamma se non  vuoi non importa) e  che vieni a strofinarti in cerca di coccole, ma senza dare troppo nell'occhio.
Sei la mia ragazza d'acciaio, serena e brillante, studiosa e intelligente, che guarda lontano e vede tutto senza fatica?
O sei la mia ragazza timida e silenziosa, un po' scontrosa e solitaria, con qualche lieve inquietudine da adolescente che si sente un po' messa in disparte?
O forse sei tutte e due... Ma tu niente.... Non parli, nemmeno quando provo io a farti parlare.
Certe cose vengo a saperle per caso da altri.
Non parli nemmeno quando forse ne avresti voglia, e si capisce perché fai fatica a trattenerti e a trattenere qualche lacrima.. La ricacci indietro e mi dici che va tutto bene, che sono sciocchezze senza importanza.
Ti guardo e mi rivedo, con le tue stesse incertezze, con poche amiche ma con la A maiuscola, con qualche canzonatura da parte degli altri per gusti ed atteggiamenti non perfettamente omologati al resto del gruppo... Ma tanto a te, come a me, del gruppo importa poco.
O forse no?
Non ti vorrei mai diversa, anche se per te sarebbe più facile se fossi diversa.
Ti chiedo solo una cosa.
Non cominciare già a dodici anni a pensare di poter fare tutto da sola.
Non è vero, non si può. E se si può è dannatamente pesante.
Non farlo per favore... Baci grandi dalla mamma

giovedì 18 aprile 2013

Se fossi....


Quando da scuola ti spediscono a casa una figlia con mal di pancia, ti precipiti a prenderla, arrivi a casa e scopri che alla fine sembra che stia piuttosto bene e non si sa perché sia a casa... dopo esserti anche un po'  "..... ata" perchè in ufficio avresti avuto da fare, ti sembra di avere un sacco di tempo libero, e decidi di finire un post (o meglio un giochino) in cantiere da un po' .

Se fossi un animale, sarei un gatto: pigra, indipendente, desiderosa di coccole... ma non sempre.
Se fossi un numero, sarei il tre... ma forse mi piacerebbe il quattro.
Se fossi un colore, sarei l'azzurro: intenso e trasparente al tempo stesso.
Se fossi uno sport, sarei lo sci: perché mi fa sentire libera e vicina al cielo.
Se fossi una materia scolastica, sarei la filosofia: perché il pensiero umano ha infinite sfaccettature.
Se fossi un mestiere, sarei una cuoca o una scrittrice: perché accanto al pensiero apprezzo la creatività e la manualità... e la buona cucina.
Se fossi un luogo, sarei Milano: segreta e silenziosa, solo per chi la voglia davvero conoscere.
Se fossi un periodo storico: non vorrei essere (e credo che non sarei) nulla... Mi sforzo di non pensare al passato, vivo nel presente (per non dire nell'attimo) e voglio sperare nel futuro.
Se fossi un genere musicale, sarei pop: nulla di particolarmente raffinato, non sono un'intenditrice.. ma nella vita ci vuole un certo ritmo.
Se fossi un film, sarei "Via col vento": un po' un fumettone, ma in fondo in fondo sono romantica... e poi domani è un altro giorno e bisogna sapersi rialzare.
Se fossi un cartone animato sarei... Non lo so! Confesso, non mi riconosco in nessuno e non sono stata capace di trovare una risposta.
Se fossi una lettera, sarei una "S": per cercare di seguire le sinuose curve della vita.
Se fossi un oggetto, sarei un libro: perché la suggestione e la magia delle parole mi lasciano senza fiato.
Se fossi un giorno della settimana, temo che sarei il lunedì: è il giorno in cui sono nata, e la sindrome del lunedì non riesce ad abbandonarmi.
Se fossi un mese, sarei aprile: ovviamente. Un po' volubile e faticosa da sopportare (mi è stato detto che occorre essere solidi per rimanermi accanto...), ma capace anche di sprazzi di sole.
Se fossi un indumento, sarei una sciarpa: mi piace pensare di poter avvolgere e riparare con morbidezza chi mi sta intorno.
Se fossi una pietra, sarei un'acquamarina: perché la trasparenza non ha prezzo.
Se fossi un libro, sarei (o piuttosto vorrei essere) un racconto di Borges: perché catturano testa e cuore.
Se fossi una canzone, sarei "Non è tempo per noi" di Ligabue: perché sembra proprio che per sogni grandi e belli si debba ancora aspettare.
Se fossi un cibo,  sarei un'insalata mista: un po' confusa forse, ma sotto le prime foglie scovi sempre qualcosa che all'inizio non avevi notato.
Se fossi una bevanda, sarei un vino rosso fermo: per i suoi mille profumi e per il colore intenso e profondo.
Se fossi uno strumento musicale.. nulla di più improbabile! cosa potrei essere? non ho abbastanza grazia né armonia.
Se fossi un profumo, sarei gelsomino: perché mi ricorda tramonti d'estate e serate in giardino con amici.
Se fossi un frutto sarei una fragola: frutto di primavera, a volte troppo acerba, altre volte dolce e profumata.
Se fossi un gelato, sarei cioccolato amaro: non molti lo trovano soddisfacente, ma ad alcuni piace.
Se fossi una Festa, sarei il Natale: perché è carico di calore, speranza e senso della famiglia.
Se fossi una nazione, sarei l'Italia: incerta e sempre in bilico, ma volitiva, testarda e sognatrice.
Se fossi una lingua, sarei qualunque lingua...subisco inesorabilmente il fascino di poter esprimere la stessa parola in infiniti modi e con infinite sonorità e sfumature di significato.
Se fossi un fiore, sarei un tulipano: li trovo freschi e piacevoli, quello che vorrei essere io.
Se fossi una capitale sarei Parigi: banale?  Non me ne curo, al cuore non si comanda.
Se fossi un gioiello, sarei un anello: non attribuisco alcun valore ai gioielli in sé e per sé, ma gli anelli hanno almeno un significato.
Se fossi un personaggio delle fiabe, sarei Wendy di Peter Pan: assennata e coscienziosa,  ma desiderosa di volare dietro a qualcuno più fantasioso di me.
Se fossi uno dei Sette Nani, sarei Brontolo: ruvida e un po' scontrosa e irascibile, ma solo in apparenza.
Se fossi un sentimento, sarei la tenerezza: ma qualche tempo fa non l'avrei mai detto... è evidente che sto invecchiando.

E invece sono soltanto io.

venerdì 12 aprile 2013

Vedo, prevedo, stravedo

immagine da Pinterest
Sarà un fioritissimo maggio, I suppose....
Però adesso possiamo anche accontentarci.

venerdì 5 aprile 2013

Certe notti

"Certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai,
ci vediamo da Mario prima o poi..."

Caro Mario,
mi dici dove stai? Così la prossima volta che passo una notte semi in bianco, anziché rimuginare e ascoltare musica, ti vengo a trovare...
magari mi diverto di più e poi mi riaddormento, invece di cascare dal sonno in ufficio il giorno dopo.

martedì 2 aprile 2013

La lingua batte dove il dente duole

"Se non sai uscire da un tunnel arredalo" leggo a pag. 121 dell'ultimo libro di Chiara Gamberale (un po' una delusione, il libro... ma qualche spunto si trova sempre).
Che poi è come dire "se non puoi combattere il nemico, confondilo": prezioso suggerimento della prof. di filosofia a quelli che lei sapeva impreparati ma fantasiosi.
Ecco, e' davvero questo allora il giusto atteggiamento nei confronti della vita?
Cercare di confonderla per non uscirne sconfitti?
Che si sia impreparati sembra scontato... Forse per sopravvivere occorre una buona dose di fantasia e di talento nel saperla usare.
E qui torniamo all'annosa questione del talento.
L'interrogazione di filosofia era un'amena passeggiata...

martedì 26 marzo 2013

Le risposte che non hai

Stamattina facevo due chiacchiere con Ali durante il tragitto casa-scuola... dieci minuti in tutto, ma perfetti per piccoli scambi di opinioni.
A bruciapelo, non so più di cosa stessimo parlando (abbiate pazienza, ma perdo colpi sempre più in fretta...) il tenero angioletto mi chiede: "Mamma,  tu che talento hai...?".
Per poco non mi viene un colpo.
Io non ho una risposta...   è triste, ma è così.
Non riesco a riconoscermi nessun talento... qualcosa che sia così fortemente radicato in me in termini di passione ed abilità ...
Mi rendo conto che avere un talento non è strettamente obbligatorio, ma sarebbe davvero consigliato.
Tant'è...non ci avevo mai pensato prima, l'ho fatto oggi e non ho saputo rispondere.
E questo ha lasciato me con l'amaro in bocca e la fanciulla un po' stupita.
Lei ha saputo elencare una serie infinita di abilità sue e delle sue amiche (invero anche un po' discutibili o imbarazzanti.... ma innegabilmente talenti), mentre io sono rimasta come un baccalà.
Per consolarmi e per sentirsi meno responsabile dello sconforto cagionato, mi ha riconosciuto una certa abilità nel farle coccole... ma non è esattamente quello che sto cercando.
Ora mi è chiaro che non ho un talento.... dovrei farmene una ragione e rassegnarmi alla mia ordinarietà.
Ma non so perché 'sta cosa oggi mi dà tanto fastidio.

martedì 19 marzo 2013

Auguri

A tutti i papà... a quelli che non ci sono più ma ci sono lo stesso, a quelli che ci sono ma hanno figli troppo lontani.
Auguri al mio morbido cuoricino lavanda, che mi ha regalato dieci anni di stupore e tenerezza.


domenica 17 marzo 2013

Di amiche, figlie e altre chiacchiere

Tardo pomeriggio dedicato, tra i fumi di un noioso raffreddore, ad accompagnare le ragazze ad una piccola festa di compleanno, dall'amichetta che era nostra vicina di casa prima del trasloco.
Non mi manca quella casa... Troppo diversa da me e dal mio modo di intendere una casa.
Ma tornare in quella strada mi fa sempre un certo effetto, grazie alle persone che ancora vi abitano; In particolare due care amiche, con cui ho diviso lunghi pomeriggi e serate fra mamme e bambini, molti giorni belli ed altri decisamente meno belli, molti pensieri e confidenze.
I nostri sei figli (5 femmine ed un povero unico maschietto, fra i 7 ed i 14 anni) hanno raggiunto nelle loro quasi quotidiane frequentazioni di un tempo un tale grado di armonia da riuscire sempre ad amalgamarsi perfettamente, che si giochi all'aperto (la strada era una specie di doposcuola a cielo aperto) o in casa.
Oggi tra mamme si parlava di quanto siano cresciuti e come siano inevitabilmente cambiate le loro esigenze ed i loro problemi.
La più grande fra le ragazze frequenta la prima liceo... è una ragazzina tranquilla e intelligente, ma i racconti di sua mamma sulla fauna ( non mi vengono altre parole) che circola nella sua classe e a scuola in generale mi hanno fatto venire i sudori freddi.
Fra due anni Elisa (salvo ripensamenti) sarà nella stessa scuola : d'altra parte in una piccola città si trova "uno di tutto" ed il liceo scientifico quello è ....
Io non sono pronta ad affrontare festini di vario genere, alcool ed altre amenità .... Non posso davvero farcela.
Oggi le solite rilassanti chiacchiere con le mie splendide amiche sono state una presa di coscienza che avrei preferito rimandare ancora un po' .

giovedì 14 marzo 2013

Tanto a me non mi fregano... Anzi, forse sì.. Ma chi se ne importa

Che si viva in tempi difficili, inutile dirselo.
Che non ci si debba fidare di nessuno, altrettanto: forse è una delle prime cose che- ahimè - ci sentiamo di dover insegnare ai nostri bambini .
Però a tutto c'è un limite, anche per un minimo di buon gusto e onestà intellettuale che non mi pare guastino.
Accade invece che molti si sentano "unti dal Signore" con tutta la sapienza e coscienza disponibile, a scapito degli altri poveri creduloni ingenui.
Accade quindi sempre più spesso che la cultura del sospetto e del "tanto non credano che io non sappia o non abbia capito" sia l'unica logica ritenuta accettabile ed intelligente e che quindi ci si senta in obbligo di scoprire tutti gli altarini possibili su chiunque abbia la disgrazia di trovarsi a ricoprire a vario titolo un ruolo di pubblico rilievo .
Senza girarci troppo intorno, mi riferisco in questo specifico caso al nuovo Pontefice.
Non che io possa essere ritenuta competente sull'argomento , me ne guardo bene.
Non sono neppure catalogabile come fervente religiosa: sono cattolica e pratico il minimo sindacale, questo è tutto.
Però non posso fare a meno di notare che Papa Francesco non aveva ancora finito di augurare il buon riposo ad un attonito mondo che già - chissà da quanto tempo prima- partiva la caccia agli eventuali fantasmi del suo passato.
Perché è ovvio che se sta lì di fantasmi deve essere pieno.
Sarò ignorante ed intollerante, oltre che ingenua e credulona... Tutto sommato non mi pare grave.
Mi godo il suo augurio di buon riposo ed il senso di pace che le sue parole mi hanno trasmesso, insieme ad uno stato di commozione che non mi è affatto abituale.
Chi d'ora in avanti non riposerà troppo sarà lui, e con lui tutti quelli impegnati a farci sentire ingenui e creduloni.
Ma, a mio modesto e sindacabilissimo parere, meglio così che tuttologi qualunquisti senza voglia di sperare.

mercoledì 13 marzo 2013

Si fa quel che si può

La mia amica NHT, nei suoi faticosi e spesso vani tentativi di risollevarmi un morale da Fossa delle Marianne (la capisco, poveretta, è praticamente tutto a carico suo...) mi "invita" a prendere spunto dall'ultimo post di Elasti e fare un tentativo per tirare il naso fuori dal pantano.
Siccome chiedere è lecito e rispondere è cortesia, ci provo.
Le mie 10 cose belle sono queste.

1) Mi mancano solo sei delle dieci sedute di fisioterapia per il mio mal di schiena, che frequento con cinque anzianotti dalle 13.30 alle 14.30 (anzi, fra poco devo andare...), con risultati ancora da vedere ma molto malumore.
2) Vivo in un meraviglioso Paese, da cui ogni tanto sogno di andare via ma a a cui credo  di assomigliare parecchio: da sempre in crisi ma  -non si sa come - sempre in piedi.
3) Le ragazze mi danno molte soddisfazioni, mi obbligano a pormi molte domande e costituiscono da sole una risposta più che valida a molti interrogativi.
4) Godo di discreta salute, ma non diciamolo troppo in giro, nè troppo forte.
5) I miei orribili pesci rossi sono finalmente ottimamente ambientati nella fontana dei nonni... il pericolo che tornino a casa sembra sempre più lontano.
6) Il mio vicino di casa, centenario e sordo, sembra abbia smesso di ascoltare giornali radio e opere liriche alle 7.30 del sabato mattina.
7) Ho fatto una revisione degli armadietti di cucina e, contro ogni pronostico, la quantità di spezie e altri generi scaduti da tempo non è stata così abnorme.
8) Non ho ancora terminato (da sola, come prevedevo) il vasetto di lemon curd preparato venerdì; forse per questo we riesco a non diventare una botte.
9) E' arrivato il pacco di Amazon con le cartucce di ricambio per la stampante: i compiti di Elisa per la lezione di arte sono salvi.
10) Ho sogni da vendere e nessun vero progetto ... questa non è una bella cosa, ma mi mancava l'ultimo punto.

Devo scappare dagli anzianotti....

venerdì 8 marzo 2013

8 marzo

I fiori che un nonno premuroso e innamorato regala ogni anno alle sue donnine preferite ( ma non solo a loro, per onore di verità)......
.... e un vasetto di lemon curd, tratto da un delizioso piccolo libro, preparato per gola e per per colorare un po' una giornata davvero grigia, fuori e dentro.
Buon fine settimana.

giovedì 28 febbraio 2013

Il GiPi

L'ho appena sentito al telefono per un breve saluto... non più di trenta secondi come suo solito... e mi ha preso l'irrefrenabile impulso di dedicargli - credo per la prima volta - due parole.
Il mio ottantaduenne pantofolaio papà, di poche parole e molti pensieri, di pochi sorrisi ma molte attenzioni, di tante parole  mai espresse ma impossibili da non sentire.
Lui che sembra impassibile a tutto ma si illumina d'immenso sentendomi al telefono o vedendo le nipoti "lontane" (30 km a malapena...) e si dispiace se la sacrosanta abitudine del weekend con loro viene per qualche ragione violata.
Lui che avrebbe certamente tante cose da dirmi ma non sa come farlo e non vuole rischiare di essere inopportuno o maldestro... non sarebbe di sicuro inopportuno, mentre ho qualche riserva sul maldestro..
Di una  cosa mi rammarico... anche io avrei cose da dirgli, cose che non ho mai detto per paura di essere inopportuna o maldestra, e maldestra lo sarei certamente: si sa che la mela non cade mai lontana dall'albero.

martedì 26 febbraio 2013

Filosofie di vita



Sono propensa ad associarmi al Marylin-pensiero... alla fine, cosa abbiamo da perdere?

domenica 24 febbraio 2013

A me mi piace il mare

In casa April la programmazione delle vacanze estive non è uno sport per signorine, nonostante la percentuale di quote rosa qui da noi raggiunga il massimo consentito.
Ogni anno la mia instancabile primogenita - istigata da uno zio nomade di cui si è recentemente persa ogni traccia in Australia- si produce con largo anticipo in una serie di ipotesi che poi saranno in realtà vanificate dalla solita organizzazione dell'ultimo secondo... e non solo da quella.
Per il piano vacanze 2013 stiamo a questo punto, come è stato esposto nel corso dell'odierno pranzo domenicale dai nonni milanesi.
Poichè le scuole finiscono intorno al 10 giugno, ed è impensabile stare lì ad annoiarsi nell'attesa di passare il mese di luglio al mare con i nonni, la mia infaticabile (e, aggiungo io, evidentemente molto benestante) primogenita ha inanellato questa serie di iniziative: la solita settimana da passare al maneggio dove vanno durante l'anno, una settimana di vacanza studio in Francia con la scuola, un week-end (lungo, per favore) a Londra da passare tutte quante con la sua amica del cuore e famiglia, un altro weekend (ovviamente sempre lungo) da passare tutte quante a Barcellona con il suddetto zio nomade - se rientrerà in tempo dall'Australia- ed il resto del parentado (nonno ottantaduenne al momento allibito e recalcitrante, per non dire assolutamente contrario) e - last but not least - una scappata a Firenze per cenare all'Hard Rock Café ed acquistare relativa ennesima maglietta.
Questo solo per giugno....
Agosto è ancora lasciato nel vago, ma si vocifera di Normandia, tanto per restare dietro l'angolo, dopo essere passate dal mar Ligure alle Dolomiti con qualche divagazione in Austria.
Di fronte a questo fiume in piena, la mia secondogenita abitudinaria e pantofolaia come l'ottantaduenne nonno ha dapprima dichiarato che lei si muoverà solo per un qualunque agriturismo dotato di piscina ed animali da martirizzare; poi si è alzata da tavola canticchiando "a me mi piace il mare..."
Io sono già stanca e le mie finanze addirittura esauste.
Forse anche a me mi piacerà il mare....

giovedì 21 febbraio 2013

Ma poi, perchè?


Lo ero un po' anche prima... ma da quando ho aperto il blog sono diventata decisamente una vagabonda del web.
Spesso la sera, visto l'incredibile livello dei programmi televisivi, una volta andate a letto le ragazze passo il tempo fra libri e pc.
Da qui alcune riflessioni.... magari scontate e per nulla originali, ma sono quelle che ho fatto.
Il blog è donna, almeno al 90%.
Spopolano i blog di (più o meno neo) mamme, che danno consigli e raccontano le loro esperienze, quasi sempre in chiave tragicomica.
Spopolano i blog di viaggi o dedicati a luoghi prediletti.... e fra questi ancora di più spopola la Francia (Parigi e Provenza in testa ).
Spopolano i blog di cucina..... con divagazioni qua e la fra moda e lifestyle.
Da qui altre riflessioni, prima fra tutte quella per cui alla fine mi sembra di incarnare in  buona parte lo stereotipo della blogger: innegabilmente donna, inequivocabilmente mamma, tragicamente french addicted, cucino e mangio regolarmente... tralascio invece di immedesimarmi nel profilo fashion, per un moto di pietà nei miei e nei vostri confronti.
E poi mi chiedo: come mai siamo così tante a sentire il bisogno di scrivere e di far entrare degli emeriti sconosciuti nella nostra vita? Perchè alla fine, questo è.
Se davvero - come pensavo ingenuamente all'inizio- il blog viene inteso come diario personale per appuntare riflessioni e pensieri... tanto varrebbe comprare un bel quadernetto e scrivere, perchè è ovvio che prima o poi sul tuo blog qualcuno capiterà, anche solo per sbaglio.....
E invece no, niente quadernetto... scriviamo sul web.
Io non mi ritengo particolarmente esibizionista, non ho mai amato e non amo essere al centro dell'attenzione... fatico a parlare davanti a più di due o tre persone per volta e detesto perfino le feste di compleanno quando il compleanno è il mio...
Però non riesco più a fare a meno del blog, pur sapendo che - per quanto il mio sia proprio un minuscolo blog - ormai non ci passano più le sole due amiche degli inizi.
Ma allora ci sentiamo davvero così "sole" ed abbiamo davvero tanto bisogno di questo strumento espressivo ?
Riteniamo davvero che la nostra vita ed i nostri pensieri siano così interessanti da poterli/doverli condividere con una platea potenzialmente infinita? 
Per quanto mi riguarda, sono giunta alla conclusione che, essendo io una timida inguaribile, tutti i filtri che il blog concede di utilizzare sono per me ideali...
Mi piace scrivere, per me è liberatorio ed è iniziato come vera e propria "terapia" in un momento davvero difficile; probabilmente, anzi certamente, scrivere sul famoso quadernetto non sarebbe la stessa cosa.
Probabilmente, se mi fosse venuto in mente di iniziare a scrivere  quando è nata Elisa avrei avuto meno difficoltà ad accettare i cambiamenti di vita e di ritmi legati all'arrivo di un bambino.
La mia vita mi sembra assolutamente normale e non particolarmente interessante... ma scrivo ugualmente... anzi, nei molti giorni in cui non scrivo nulla mi sembra che mi manchi qualcosa.
Scrivo per me, ma mi fa anche piacere che altri leggano... e io, che cerco sempre un perchè, non lo trovo.

mercoledì 20 febbraio 2013

Lui non lo sa

Lui non sa che le donne hanno sempre fretta, che sentono la vita scorrere e non vorrebbero perderne neppure un secondo perchè pensano di averne già persi troppi.
Lui non sa che - anche se guardando indietro oggi è tutta un'altra cosa,- guardando avanti ancora non si capisce che cosa sarà.
Lui non sa che nulla mi stordisce più di due giorni di incredibile normalità prima di tornare nella quotidiana anormalità.
Lui non sa che mi chiedo ogni minuto perché la vita decida di fare grandi regali ma - al tempo stesso - di rendere così maledettamente complicata la possibilità di gioirne pienamente.
Lui non lo sa... E se lo sa, è molto bravo a far finta di nulla, a vedere solo il lato bello di tutto questo e a ripetere che oggi è meglio di ieri.
Sarà perché è così bravo che ne ho davvero bisogno....

lunedì 18 febbraio 2013

Non si scherza più

Ecco, oggi l'ho ritrovata.
Contro ogni aspettativa, la mia tessera elettorale è ricomparsa, dopo essere stata data a lungo per dispersa, decisamente poco cercata e mai più avvistata dopo il trasloco (risalente ormai a due anni fa...)
Quindi non si scherza più, tocca davvero andare a votare.
Inutile dire che, come larga parte del resto della popolazione, la cosa mi mette parecchio di malumore... La dilagante e soffocante sensazione di essere presi in giro da destra/sinistra/sopra/sotto non accenna a diminuire, anzi.
Fatico a pensare che il nostro futuro possa dipendere o quantomeno essere condizionato dai personaggi in circolazione, ai quali francamente farei fatica ad affidare anche solo un canarino..... è una situazione di impotenza a cui non mi rassegno.
In questo momento anche un diritto primario e sacrosanto come il voto mi sembra svuotato di ogni significato; considerando che ora devo pensare alle elezioni politiche e regionali, ma a breve anche alle comunali, non è davvero una bella sensazione.

lunedì 11 febbraio 2013

I due volti dell'inverno

Non più tardi di ieri, sulle Dolomiti





Oggi, dal balcone di casa (per decenza- e un po' di sconforto - ne esibisco solo una...)


Anche voi in ufficio con le ciaspole? Buona settimana!


martedì 5 febbraio 2013

Quando avevo nove anni

Sto leggendo un libro davvero carino, nel quale - per ragioni ad alcuni arcinote (povera Nonhotempo...) - mi piacerebbe un giorno potermi riconoscere .
Ad un certo punto, nel capitoletto dedicato alla parola " enfance", l'autrice si lancia in un paragone fra se stessa a nove anni ed il suo bambino della medesima età .
Ovvio che io abbia subito iniziato a pensare ai medesimi paragoni fra le mie ragazze e me.... (Elisa ormai ne ha dodici, ma poco cambia)

Quando avevo nove anni vivevo a Milano, mia mamma non lavorava ed aveva tutto il tempo di dedicare i pomeriggi a mio fratello ed a me, portandoci regolarmente a casa di amici o al parco o a praticare le varie attività sportive.
Le ragazze vivono in una piccola città fuori Milano, hanno una mamma che lavora e riescono a malapena ad andare a cavallo una volta alla settimana.... io alla loro età neppure sapevo come fosse fatto un cavallo, e per questo mi compatiscono parecchio.

Quando avevo nove anni ero "fidanzata" già da tre anni e programmavo con pervicacia il mio futuro con A., che aveva giurato di sposarmi entro e non oltre la quinta elementare.... ovviamente nulla di tutto ciò è avvenuto, né in quinta né dopo (uomini... direbbe Alice).
Le ragazze ignorano (o fingono di ignorare) con altrettanta pervicacia l'universo maschile, ritenuto una specie indegna di umana considerazione, con le uniche eccezioni degli One Direction e degli atletici sconosciuti stampati sui sacchetti di Abercrombie.

Quando avevo nove anni non avevo la più pallida idea di cosa avrei fatto concretamente da grande, salvo due sogni, rivelatisi del tutto privi di possibilità di realizzazione:
a) fare il veterinario in Africa con il suddetto A., agognato compagno di vita e di lavoro... a sua volta, A. oggigiorno fa tutt'altro che il veterinario in Africa;
b) fare il pirata, perché  - a parte A. - il mio unico vero amore era Kabir Bedi.
Faccio l'avvocato... tutto sommato qualcosa di molto simile al pirata, a detta di parecchi.
Le ragazze non contemplano alcuna possibilità di dividere il loro futuro con qualcuno (bleah...), ma in compenso sanno bene cosa vogliono fare, e soprattutto hanno discrete possibilità di riuscirci: architetto una e libraia  con divagazioni da pasticciera l'altra...

Quando avevo nove anni, l'unico telefono di casa era un fisso posizionato in corridoio vicino alla porta del bagno. Il solo modo per usufruire di un po' di privacy era sedersi per terra chiudendosi nel suddetto bagno con il telefono... bloccando in un solo colpo servizi igienici e comunicazioni con il mondo esterno ed attirandosi improperi di vario genere.
Le ragazze usano  cordless e cellulare .... Non bloccano nulla, ma io sono costantemente alla ricerca di figlie e telefoni... questi almeno squillano se li chiami, le ragazze non si sognano neppure di rispondere...

lunedì 4 febbraio 2013

El me Milan

Ieri la prima domenica di febbraio ha regalato una giornata incredibile... cielo metallico, aria "di montagna" e luce scintillante.
Ne ho approfittato per un giro nella parte nuova di Milano Porta Nuova, in realtà ancora in costruzione.
Sono piovute critiche a volontà su questi grattacieli, francamente non so perchè... li trovo bellissimi, sono finalmente un segno di "futuro" che decisamente non fa male.
E mi piace da morire il contrasto fra queste nuove costruzioni e la vecchia Milano di Corso Como e stradine circostanti che si trova ai loro piedi.

Vi lascio qualche foto... buona settimana


















 


 


venerdì 1 febbraio 2013

Febbraio

Finalmente gennaio è finito: febbraio significa almeno più luce, se non più calore...
Presa da voglia di primavera, ho provato a fare il quiz sui fiori che ho spesso visto in rete.

Questo è il mio risultato:

I am a Violet
"You have a shy personality. You tend to hesitate before trying new things or meeting new people. But once people get to know you, you open up and show the world what you are really all about."
(copia/incolla un po' artigianale, ma il codice HTML qui mi dava errore..)

Tutto sommato ci può stare....
 E voi chi siete? Fatemi sapere!
Buon Week-end

 

giovedì 31 gennaio 2013

Un fiume lento

Ho  trascurato il blog, e ne sento la mancanza.
Ho poca ispirazione e poco tempo... non che sia successo granchè in questo inizio d'anno, anzi.
Ma la quotidianità prende il sopravvento e la sera e la stanchezza arrivano in un attimo.
Le giornate sono davvero tutte uguali, dense di lavoro ma soprattutto di routine.
 Mi soffermo, quando riesco, a leggere i miei blog preferiti... non solo quelli su cui abitualmente lascio un commento  - come una sosta a casa di un'amica - ma anche quelli che mi servono semplicemente come "ispirazione per sognare".
E qui immancabilmente inizio a  pensare... ma perchè le vite degli altri sembrano così incredibilmente più interessanti, varie e divertenti della mia? Viaggi, weekend, nuovi posti da scoprire, foto meravigliose....
In tanti diranno: è già una fortuna che non accada nulla di triste o di spiacevole... è vero, siamo d'accordo.
Ma la mia vita somiglia sempre di più ad un fiume lento e pigro, che scorre placidamente ed inesorabilmente nei suoi argini attraversando una pianura sempre uguale e, ad onor del vero, piuttosto nebbiosa.
Per alcuni aspetti, le "certezze" di tutti i giorni sono un bene, rassicuranti ed accoglienti, forse riposanti...
Ma se mi soffermo a pensare che la mia vita, lunga o breve che si riveli, potrebbe essere questa fino alla fine.... davvero non ci siamo, io non riesco a credere che sia proprio questo il mio destino...
Ma un destino diverso va anche meritato, e so che non sto facendo abbastanza.
Domani è già febbraio.

lunedì 14 gennaio 2013

Time goes by....

Lei fa i suoi compiti chiusa in camera sua, completa le tavole di arte con l'ipod nelle orecchie, sorda a qualunque richiamo, e non si lascia scomporre neppure dalle profezie dei Maya, impietosamente definiti "approssimativi".
Chiede di poter andare su internet per vedere i siti di alcuni licei scientifici che vorrà visitare l'anno prossimo (chi ha tempo non aspetti tempo...) in vista dell'iscrizione...
Colleziona sacchetti di Hollister e Abercrombie (tutti assolutamente identici fra loro, peraltro) con l'aria di chi pensa di fare una cosa molto sconveniente e quindi assolutamente da fare e mi ricorda con la sua precisione svizzera "mamma, io l'anno prossimo in questi giorni sarò una teenager"...
Si siede sul divano vicino a me, in uno dei miei rari e agognati momenti di relax con un libro, e mi chiede con aria sognante "mamma, per favore, ti lasci truccare?"
Ringrazio il cielo di avere amici molto educati, che non hanno fatto una piega ieri sera a casa mia vedendomi addobbata come mia figlia mi ha lasciato....
 
L'altra sostiene di non ricordarsi come si facciano (anzi "mamma, secondo me non le abbiamo ancora fatte") le divisioni con il resto, che pure si trovano poche pagine indietro sul quaderno di matematica; si fa sorprendere in bagno davanti allo specchio con la spazzola infilata (direi incastrata) nei capelli intenta a farsi i boccoli;  mette in chiaro che - quando in prima media avrà finalmente diritto ad un cellulare - non ci pensa neppure a prendere quello usato di sua sorella....
Chiede di poter andare su internet a vedere immagini di cavalli, orsi, cuccioli di tigre e qualunque altra forma di vita animale dall'ameba in su.
Si fa aiutare ad appendere all'interno delle ante del suo guardaroba due poster di altrettanti componenti degli One Direction "perchè così quando apro l'armadio mi sento in Paradiso..." (gulp); salvo poi, la stessa sera, chiedere alla mamma ampie rassicurazioni sul fatto che, pur avendo mangiato un po' di gelato, una fetta di torta e svariati cucchiaini di gocce di cioccolato, non le verrà mal di pancia durante la notte.


 
 
Ma io sopravviverò a tutto questo? E soprattutto... riuscirò a non dimenticarmi questi momenti?


venerdì 11 gennaio 2013

Perchè non ci penso mai...?

E' tornata Carla.... dopo tanto tempo l'ho riletta con vero piacere, come sempre.
I suoi post mi colpiscono particolarmente, non la conosco di persona ma sono ammirata dalla sua positività e dal suo entusiasmo.
Leggendo l'ultimo, mi sono soffermata - fra l'altro - su un'affermazione: "Se avrò cura di me, potrò aver cura del mio prossimo".
Ora... sono in un periodo di forma decisamente non splendida, e la cosa che più di tutte mi getta nel panico è il fatto di non riuscire a ad occuparmi adeguatamente di chi mi circonda.
Ho sempre avuto il pensiero che il tempo dedicato a me sia in qualche modo tempo sottratto agli altri, e la cosa non mi è mai piaciuta.
Ora invece mi trovo a riflettere sul fatto che anche dedicare tempo e cura a se stessi può essere un modo per amare la propria famiglia e chi in generale ci è vicino.
Non ci ho mai pensato, non ci penso mai... però è vero, e fa bene poterlo pensare.
Grazie Carla, buon lavoro...