sabato 8 luglio 2017

Gli angeli di Jack

Sono sempre insieme, uno strano quartetto.
Viola, Michela, Alice. E Giacomo.
Quattordici anni cadauno( forse una ancora tredici), allegri e spensierati, amici e basta... nessun secondo fine da parte di nessuno. Almeno per ora.
Ne manca ancora una, femmina pure lei, arriverà in agosto. Poi saranno al completo. 
La scorsa settimana, un imprevisto: Giacomo si unisce (per ben un intero pomeriggio) ad un gruppo "rivale ": alcuni ragazzi più grandi e tre ragazzine, decisamente non molto ben viste dalle nostre eroine.
Perché sai, mamma, quelle tre sono delle vere (beeeep): l'anno scorso Giacomo non se lo filavano nemmeno, lo consideravano uno sfigato.
Quest'anno invece hanno visto che è cresciuto, e hanno deciso di rubarcelo. Figurati se glielo lasciamo!
Fatto sta che le eroine prendono da parte la pecorella smarrita e gli fanno una lavata di capo che il poveretto deve ancora riprendersi. 
Va da sè che è rapidamente tornato sui suoi passi, il gruppo si è felicemente ricostituito e i timori di perdite sono dissipati.
Perché l'appartenenza al gruppo non è qualcosa su cui si può scherzare, neanche quando il gruppo sono tre sottili fanciulle dai lunghi capelli e il fuggitivo uno stangone dall'aria sorniona.

mercoledì 5 luglio 2017

Ci ho pensato

Un'amica mi ha detto che ultimamente parlare con me la deprime, perché non sono capace di cogliere e di mettere in risalto gli aspetti positivi di una nuova importante esperienza che lei si appresta a vivere.
Va bene... la cosa non fa di me una donna felice ma è giusto che l'abbia detto, e io ne prendo atto.
Quindi ho riflettuto, e ora le elencherò tutti gli aspetti positivi di questa situazione, 
Spero che apprezzerà almeno lo sforzo, se non il risultato (sul quale non garantisco), e questo per almeno due ragioni:
- faccio spesso fatica a vedere gli aspetti positivi della mia vita, di cui ovviamente conosco ogni dettaglio, figuriamoci la fatica che posso fare rispetto a scelte altrui, delle quali sono certa di non conoscere molti aspetti;
- siamo evidentemente persone diverse, forse più di quanto non immaginiamo noi stesse, con esigenze di vita quotidiana differenti e forse aspettative differenti su nostri figli: so di essere molto limitata, ma faccio fatica a cogliere la positività in qualcosa che io probabilmente non chiederei a me stessa e ad altri.

Però ci ho pensato, e questo è quello che vedo, augurandole di cuore ogni possibile felicità.

Starete tutti insieme, e questa è la cosa che vuoi più di ogni altra.
Vedrete posti nuovi e diversi, che male non fa mai.
Imparerai bene una lingua, che male fa ancora meno.
Imparerai a cucinare nuove prelibatezze, che ti toccherà offrire alle tue amiche quando tornerai ogni tanto a casa.
Avrai un giardino ovviamente rigoglioso e molto verde, che ti renderà fiera e felice.
Conoscerai nuove persone, che piano piano (o magari forte forte) non ti faranno rimpiangere quelle vecchie; che tanto, qui, di gente nuova e interessante è drammaticamente difficile che ne arrivi.
Col tempo ti si apriranno nuove prospettive, ne sono certa.
Non soffrirai il caldo, quindi sarai certamente più energica di quanto non mi senta io in questi giorni.
Potrai bere profumate tazze di thè di ogni tipo, e avrai nuove amiche di Tea Time anziché di Coffee time; ma va bene uguale.
Spero che continuerai a vestirti come un'italiana... perché su questo fronte, mi spiace, ma non riesco a vedere nulla di positivo neppure con il massimo sforzo.

Così ho pensato, e questo ho visto; spero che mi siano sfuggite molte altre belle cose.

sabato 24 giugno 2017

Qui lo dico e qui lo nego

Dal mio telefono ho l'accesso diretto tanto al mio account Instagram quanto a quello di Alice.
Per diverse ragioni, la prima e più antica delle quali, a suo tempo, era stata che le avrei lasciato aprire il profilo solo potendolo controllare direttamente.
A queste di aggiunge che lei usa il mio telefono per risparmiare giga e fare foto migliori che con il suo ... eccetera. 
Morale, ogni tanto apro Instagram e mi trovo sul suo profilo invece che sul mio. 
Confesso, quando succede sbircio le foto. Non tanto le sue, che conosco a memoria, quanto quelle postate dalle sue amiche. 
E mi chiedo: perché oggi le adolescenti sono tanto appiccicose? E perché, allo stesso tempo,  si rivolgono le une alle altre con appellativi che si miei tempi avrebbero usato gli scaricatori di porto (che non se ne vogliano)?
Non so... in un post di buon compleanno la festeggiata viene chiamata "scema"(ma affettuosamente eh..).
Giustamente, la scena risponde a chi le ha fatto gli auguri con termini che eviterò di riportare. Seguiti da abbondanti cuoricini palpitanti e dichiarazioni che non penso di aver fatto a nessun fidanzato neppure nei momenti migliori. 
Ma che senso ha tutto questo? 
Naturalmente, io non ho visto niente, letto niente, detto niente. 

giovedì 22 giugno 2017

Nonne e nipoti



La nipote aveva scritto questo bigliettino qualche anno fa, a casa dei nonni, infilandolo in uno dei mille diari segreti che hanno popolato la sua infanzia. Poiché non erano per nulla segreti se non nella sua immaginazione, la nonna e la sua mania di riordinare li hanno trovati tutti, uno ad uno, certamente letti e altrettanto certamente smembrati in mille pezzi, con buona pace della nipote. 
Questo pezzetto si è salvato per ragioni misteriose, così la nonna in questi giorni un po' difficili ha deciso di riesumarlo e appenderlo sulla scrivania della cameretta. 
Sono uguali, lei e la nipote. 
Pervicacemente decise a vivere con gioia ogni loro giorno, perché non ci sono valide ragioni per comportarsi diversamente. 
Io ho preso da mio padre. Complicato andare contro la genetica, almeno per me. Ma forse sarebbe il caso di dare retta al bigliettino della nipote. 

lunedì 19 giugno 2017

Velleità




Lei mi dice: mamma, con La Russa e La Rossa abbiamo deciso di cimentarci in una cena internazionale. Ognuna preparerà un piatto a sua scelta di una parte del mondo che preferisce e poi ceniamo tutte insieme. Indovina dove?
E vuoi che non lo sappia dove? Va beh, a me non dà fastidio avere ragazze per casa, quindi nesssun problema. 
Mamma, continua lei imperterrita, ho visto che hai tanti libri di cucina di tutto il mondo, ne prendo qualcuno così mi ispiro. 
E mi esibisce con un gran sorriso Yotam Ottolenghi... gulp, l'autostima evidentemente non difetta. 
Molto bene. 
Mammina... visto che oggi sono a casa dall'alternanza scuola lavoro e non ho programmi, farei qualche prova, così per vedere come viene. Ti dispiace? Insomma... io sarei in ufficio ma va bene, fai pure. 
A fine mattina mi manda la foto di cui sopra... quando chiedo cosa siano resta un po' sul vago: ehm, ho un po' rivisitato (pure!) due insalate del libro. 
Ok, lasciami un assaggio in frigo, per pranzo torno a casa e degusto. 
Va bene mamma!  Volevo dire, la cucina è un po' in disordine ma dopo sistemo. Ulp..
Non torno mai a casa a pranzo... avrei fatto bene a continuare così. 
La cucina, una Cambogia. 
Il lavello, misteriosamente, ha iniziato a perdere.
Yotam Ottolenghi avrebbe più di qualcosa da ridire, ma sarebbe certamente più indulgente della sorella della cuoca. 
La cena internazionale si farà... abbiamo il tempo di apportare le correzioni necessarie per scongiurare crisi diplomatiche. 
Bacetti Eli!

martedì 23 maggio 2017

Sogni a due piazze

"Trump porge la mano a Melania; la first lady la allontana".

Così il Corriere della Sera a proposito dell'arrivo della coppia a Tel Aviv ieri, ma così in definitiva anche tutti gli altri quotidiani. In modo un po' defilato,  perché ovviamente i fatti di Manchester meritano ben altra attenzione.
Però, ognuno appone il suo ricamino.
Così da qualche parte leggo che lei lo respinge perché (al contrario del presidenziale consorte) conosce l'etichetta e giudica inappropriato procedere mano nella mano.
Non conosco l'etichetta, confesso, ma in fondo ci sta.
Altrove invece leggo ovviamente di dissapori fra i due, evidenziati già in varie occasioni, che nasconderebbero il gran malumore di lei. Melania, fra le varie cose  non avrebbe avuto alcun lontano desiderio di diventare First Lady, tanto che se ne è saggiamente rimasta a New York.
Il sogno era solo suo, di lui, a quanto dicono quelli che sanno tante cose.
Io non ne so nulla, e neppure mi interessa.
Ma penso che, evidentemente ad ogni livello sociale, quello che dovrebbe essere un sogno a due piazze molte volte non è altro che un sogno a una sola piazza, magari - quando va bene- un po' stiracchiato fino a raggiungere quella piazza e mezzo di minimo agio che dovrebbe calzare ad una coppia.
Perché, alla fine, siamo in tante ad aver sposato il sogno del nostro compagno, con la convinzione più o meno forte che saremmo riuscite senz'altro a farlo diventare anche nostro, in nome dell'amore....
va beh. magari a qualcuna è andata o andrà bene.
Io so quel che è stato per me, e mi è sufficiente.
Per quanto un amore sia grande, non sempre arriva a coprire e pervadere il sogno di vita elaborato da uno solo dei due, anche quando questo sogno si fonda sull'intima convinzione che anche l'altra/o non potrà che esserne felice.
Invece no... temo che si possa amare, anche molto, una persona ma non per questo necessariamente riuscire a far proprio il suo sogno di vita o le sue aspirazioni.
Ma questo, purtroppo, non è sempre così chiaro nel momento in cui dovrebbe esserlo: di solito lo diventa diverso tempo dopo.

mercoledì 3 maggio 2017

E poi

E poi succede che ieri, mentre stavi scrivendo Votantonio, le ragazze arrivino in studio da te, per un pranzo al volo prima delle loro lezioni di tennis e inglese.

E succede anche che Elisa si alzi improvvisamente dalla sedia e venga a sbirciare il monitor e dica come se nulla fosse "ah, stai scrivendo sul blog".
Davvero? fa eco l'altra. Cosa scrivi?
Poi sembrano quasi subito pentirsi di quello che hanno detto.... ammettono di sapere da tempo che hai un blog (bello il nome, scappa detto a una. Certo...  chi porta Walt Disney come argomento di tesina dell'esame di terza media puoi sperare che almeno apprezzi il nome), ma poi tergiversano.

Io non ho letto niente, dice quella che apprezza il nome: è come se fosse il tuo diario, non lo farei mai. Forse però dovresti mettere un codice di accesso.
Buon approccio... ma detto dalla regina delle stalker non so cosa pensare. Comunque non ho voglia di mettere codici: mi sembra inutile... tanto a quanto pare in questo periodo siamo le uniche lettrici, e va bene così.
Io non ho letto niente, dice quella che ha fatto coming out per prima... forse l'ho trovato mentre cercavo il blog di Elasti, di cui mi hai parlato. Tentativo meno brillante, da lei mi aspettavo qualcosa di meglio.

E poi a te scappa anche tanto da ridere, perché era da un bel pezzo che avevi il sospetto che lo sapessero e facessero finta di nulla, visto che parecchio tempo fa ti eri resa conto di un numero spropositato di accessi in un solo giorno dal tuo account... e non eri certo tu che ti andavi a rileggere tutti i post in un impeto di nostalgia.
Era il pomeriggio del 15 settembre 2015, per la precisione: le statistiche di Wordpress non mentono e si possono sempre recuperare.
Ti resta solo il dubbio su chi si sia presa la briga di leggere tanto....

Care ragazze, se state leggendo anche questo post sappiate che non sono per nulla arrabbiata.
Forse avete scoperto qualche mio pensiero che non immaginavate, ma forse la cosa non mi dispiace.
E comunque sì... parlo anche di voi, con i vostri nomi veri. E sì, Elisa, mi è capitato anche di scrivere qualcosa sulle tue vacanze studio... non ho capito come mai proprio questa domanda fra mille.
Magari tornerete sull'argomento. O torneremo.
Baciotti,
La mamma

martedì 2 maggio 2017

Votantonio Votantonio

Tempo di elezioni amministrative... un amato sindaco se ne va, un altro amato sindaco arriverà
Nel frattempo, campagne elettorali per ogni dove.
C'è il cassiere della mia banca... brava persona senza dubbio, ma se penso a quanto mi fa penare ogni volta che vado da lui, peggio mi sento a immaginarlo consigliere comunale.
Però mi ha promesso un santino elettorale per la prossima volta che capiterò allo sportello. Va bene.
C'è una delle ragazze del mio ufficio... brava persona anche lei, senza dubbio sveglia e con voglia di fare; se penso a quanto è polemica per questioni da nulla, posso solo immaginarmi cosa potrebbe fare in Consiglio Comunale. Anche lei promette santini; va bene.
C'è anche la favolosa ex pediatra dottoressa A.. persona da me stimata e venerata per molte ragioni, che a quanto pare si candida nella stessa lista. Su questo suo passo sto ancora riflettendo; almeno, per ora, non mi ha dato né promesso santini.
C'è il loro capo lista candidato sindaco è un ex ragazzo ora uomo, amico di mio marito dalla notte dei tempi. L'ho sempre considerato simpatico dal punto di vista personale, ma avendo avuto a che fare con lui per altre ragioni ed essendoci scontrati non poco, mi astengo dal valutarlo sotto profili diversi da quello personale.
Per decenza, anche lui per ora si astiene da (quasi) tutto.
A un convegno incontro una conoscente, lei non si candida, però sostiene animatamente un'altra lista(ebbene sì, da queste parti più liste che elettori); mi appioppa l'amicizia su FB e mi tempesta di notifiche di eventi del suo candidato del cuore.
Qui niente santini. ma forse solo perché non l'ho più incontrata di persona.
Dall'altro lato (politico) del panorama elettorale ritrovo un'amica e una stretta conoscente/quasi amica, entrambe candidate come consigliere. Mi hanno fatto comprare tagliandi per una riffa che vede in palio nientemeno che una cena con il candidato sindaco.. (grazie, anche no), mi hanno iscritto d'ufficio alla loro newsletter e mi invitano a dibattiti su argomenti improbabili a cui non vado mai.
Anche qui santini niente, non hanno i fondi.
Peraltro, per quanto siano politicamente lontane dalle mie inclinazioni di fondo, ammiro molto il loro impegno e la loro trasparenza.

Bello abitare in un posto dove tutti si conoscono... non ti senti proprio tirata da tutte le parti.
Fino a quel giorno, si intende, poi di nuovo ognuno per sé e Dio per tutti.

venerdì 28 aprile 2017

Tutto bene, grazie. Forse

La prima parte è la risposta standard che do a qualcuno quando mi chiedono come va.
La seconda è quella che riservo a me stessa, mentalmente, magari anche solo per scaramanzia.
Che in realtà di scaramanzia ce ne vuole parecchia di questi tempi.
Per fare un esempio a caso, mi viene in mente un  Presidente (?) che, come bilancio dei suoi primi cento giorni, confessa candidamente "pensavo che sarebbe stato più facile"; che è più o meno quello che potrebbe dire mia figlia dopo le prove Invalsi di terza media.
Lo stesso Presidente che, non pago di quanto sopra, assolve il collega nord coreano dichiarando che alla sua giovane età forse non si può pretendere da lui più di tanto; però non fa niente, anche se giovane e inesperto (?) quasi quasi una bomba gliela buttiamo lo stesso che male non fa.
La sua gentile consorte intanto, per non perdere tempo, gioca a Nostra Signora di Tutte le Guerre vestendosi con tailleur militare (firmato però, eh) per ricevere la coppia presidenziale argentina. 
Dal canto suo, l'acerbo giovinetto nord coreano minaccia di cancellare dal mondo gli Stati Uniti (e magari qualcun altro che sta nel mezzo, perché no): scusa Kim, non si potrebbe rimandare il tutto a settembre, che magari riesco a fare le vacanze da tempo sognate e ormai programmate? Che mi seccherebbe un po' dover spiegare alle mie figlie che cambiamo programmi per colpa di voi due, sempre che nel frattempo non ci abbiate già sbriciolate.
So che il pensiero suona un po' egoista e superficiale,  ma tanto a quanto pare ognuno pensa beatamente solo ai fatti suoi.... magari per una volta anch'io penso ai miei.
Ma poi, scusate,  il problema del mondo non doveva essere Al-Baghdadi?
Ho perso dei pezzi per strada mi sa, compreso il perché si conceda il diritto di voto a tutti ma proprio a tutti, visti i risultati.
Comunque tutto bene, grazie. Forse.

venerdì 7 aprile 2017

Accade di venerdì

Accade che sei un po' prima delle quattro di un venerdì pomeriggio di una settimana faticosissima.
Stai sistemando le ultime cose in ufficio perché vorresti davvero riuscire a scappare presto prima di decidere che odi senza rimedio il mondo intero.
Accade che l'implacabile telefono inizi a bombardarti con le ultime pessime notizie da Stoccolma, che consideravi fino a cinque minuti prima un angolo sicuro perché "chi potrà mai avercela pure con gli svedesi?".
Inizi a meditare che alla fine tutti ce l'hanno con tutti e forse nessuno sa nemmeno più perché, e questo è dannatamente triste oltre che spaventoso; ma non riesci nemmeno più ad essere tanto spaventata, e anche questo ti preoccupa.

Poi ti scrive un messaggio tua figlia, quella grande, che ti dice che ti ha inviato via mail il tema che ha fatto oggi a scuola sull'eutanasia e vorrebbe tanto che tu lo leggessi e le dicessi cosa ne pensi (oggi a scuola tema con il pc... ancora non si è ben capito come mai, ma l'esperimento è molto piaciuto perché ha eliminato la fatica di scrivere brutta e bella ed ha consentito svariate modifiche in corso d'opera, il che non è mai male).

Decidi di leggere subito il tema, così ti distrai un po' da tutto il resto.
E scopri, caso mai non te ne fossi ancora resa conto, che è diventata grande, e non solo perchè è una spanna più alta di te, perché va in giro da sola, mette bellissime scarpe con i tacchi o - se non stai attenta a custodire la carta di credito - prenota aerei e alberghi alla velocità della luce.

E' grande perché - lei come i suoi compagni, ovviamente- parla e ragiona di cose da grandi, in modo sensato e profondo, sereno ed equilibrato; ne parla concludendo che ogni Paese dovrebbe essere in grado di garantire ai suoi cittadini la miglior vita possibile, libera e dignitosa; e che questo dovrebbe comprendere senz'altro anche il diritto di morire in modo dignitoso.
In questo venerdì, che avevo fretta di concludere, mi trovo ancora qui.
Seduta alla mia scrivania, con un occhio alle news e l'altro ai suoi pensieri.
Riflettendo sul fatto che non ama particolarmente esternarli a voce, ma mi chiede di leggerli.
Magari finirà anche lei per aprire un blog.